
Come si presenteranno, politicamente, i 23 Comuni previsti dal Piano cantonale delle aggregazioni, presentato settimana scorsa dal Governo e che dovrebbe diventare realtà nel 2020? Se lo è chiesto il Giornale del Popolo che, sulla base dei dati attuali, ha elaborato una scheda per ogni futuro nuovo Comune ticinese.
E la situazione politica, sempre che gli equilibri restino gli stessi, si presenta assai chiara: il PLR avrebbe la maggioranza in più della metà dei Comuni che nascerebbero con le maxi-aggregazioni. I liberali-radicali si troverebbero alla guida di ben 14 Comuni, tra cui tutti i centri, ossia Lugano, Mendrisiotto, Locarnese e Bellinzonese.
Il PPD dovrebbe accontentarsi di 6 Comuni, mentre la Lega ne guiderebbe due ed il PS solo uno, fra l'altro a rischio.
In particolare il GdP evidenzia come Bellinzona, passata in mano alla sinistra in seguito alle ultime elezioni comunali, tornerebbe facilmente in mani liberali-radicali in caso di fusione a 17. Anche sulle due rive del Verbano, in Gambarogno e nel Locarnese, il PLR la farebbe da padrone. Così come nelle Centovalli e in Onsernone, mentre la Verzasca potrebbe finire in mani leghiste e l'Alta Vallemaggia al PPD.
Il Malcantone si spaccherebbe, con una maggioranza PLR a est e una PPD a ovest. La Grande Lugano, che diventerebbe una Grandissima Lugano, tornerebbe in mano al PLR, che nella periferia è più forte della Lega.
Un colpo di scena avverrebbe nel Mendrisiotto. Il Magnifico Borgo, da sempre in mani pipidine, aggregandosi con Chiasso e con l'intero distretto passerebbe al Partito Liberale Radicale. Ma gli scenari sono ancora tutti da tracciare, anche perché nel 2020, oltre ai confini comunali, saranno cambiati anche molti protagonisti della politica. Le sorprese potrebbero non mancare.
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