
Gli svizzeri sono grandi consumatori di televisione, in particolare a sud delle Alpi, dove in media il 76,2% della popolazione guarda giornalmente il piccolo schermo per la durata di oltre 3 ore (182 minuti). In Romandia si scende a 147 minuti e nella Svizzera tedesca a 129.
Lo rilevano le cifre semestrali pubblicate dall'istituto di ricerca Mediapulse, da cui emerge un notevole attaccamento dei confederati ai canali televisivi, indigeni, ma anche esteri.
La palma dei "voraci" spetta alla Svizzera italiana, sebbene rispetto allo stesso periodo di un anno fa i minuti siano calati di 3,8. Molto seguito il canale RSI LA1, la cui quota di mercato è del 22%. Vengono poi Canale 5 (9,7%), RSI LA2 (7,8%) e RAI 1 (6,8%).
I Romandi seguono a ruota: il 67,3% della popolazione rimane attaccato allo schermo per 2 ore e 30 minuti quotidianamente (due ore e 15 un anno fa); il 66% degli svizzero-tedeschi "soltanto" per 129 minuti (130,6 nel primo semestre 2014).
Nel corso degli ultimi quattro semestri - indica Mediapulse - la percentuale degli spettatori è andata crescendo in tutte le regioni linguistiche del Paese. Particolarmente aumentato è il consumo delle trasmissioni in differita: nei primi 6 mesi 2015 ha raggiunto il 10% del totale dei minuti. I primi ad usufruire di questa offerta sono i Romandi e in particolare i giovani tra i 15 e i 29 anni. In Ticino va segnalato uno sviluppo folgorante: in anno si è passati dal 5,6% al 10%, segnala Mediapulse, che ha il mandato di raccogliere i dati relativi agli ascolti radiotelevisivi (150 stazioni radio e 300 canali tv).
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

