
La guardia di confine Loris Bernasconi ed il frontaliere Roberto Bussenghi sono al centro di un'interrogazione parlamentare inoltrata questa settimana dal deputato PLR Franco Celio.
Il granconsigliere, con il suo atto parlamentare, chiede lumi al Consiglio di Stato sul presunto coinvolgimento del Cantone "nella strombazzata operazione televisiva denominata Frontaliers".
In particolare, Celio vuole sapere se vi sono stati finanziamenti pubblici o altri tipi di sostegno a questi filmati.
"Dato che i filmati presentano le guardie di confine - e più in generale i ticinesi - come sottosviluppati e i frontalieri, viceversa, come civilizzatori, ritiene il Governo che tale immagine di malcelato razzismo (sia pure "alla rovescia") sia corretta e meritevole di sostegno?" chiede il deputato PLR.
"Come reagirebbe il Consiglio di Stato di fronte a un'ipotetica impostazione capovolta (che presenterebbe i frontalieri come sottosviluppati e i ticinesi come civilizzatori)?" chiede ancora Celio. "La sosterrebbe ugualmente?"
Il deputato fa poi notare che "nei filmati, ufficialmente realizzati per promuovere una miglior conoscenza della lingua italiana, si presentano gli incolti ticinesi come parlanti un linguaggio sgangherato, di calco smaccatamente dialettale."
"Ebbene", scrive Celio, "il Governo ritiene che le cose stiano effettivamente così?"
"Non ritiene il Governo" conclude Celio "che, più che a correggere asseriti errori imputati all'uso (ormai praticamente scomparso) del dialetto, occorrerebbe semmai impegnarsi a "contenere" l'anglomania che imperversa da tempo a tutti i lvelli?"
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