
I romandi più a sinistra, gli svizzero tedeschi più a destra. I ticinesi, verso destra.
In che direzione vanno i consiglieri nazionali? Una domanda che ogni anno occupa il direttore dell’istituto di ricerca Sotomo di Zurigo. Michael Hermann, sociogeografo, valuta i 200 eletti al Consiglio nazionale in funzione dei loro voti. Quest’anno l’analisi – pubblicata dal quotidiano romando Le Temps – ha esaminato le differenze fra i deputati partendo dalla loro appartenenza linguistica.
Durante i tre anni di legislatura, il Consiglio nazionale ha votato 939 volte. Da questi dati Hermann ha potuto stilare una mappa dei parlamentari.
La coppia più a sinistra è formata dal ginevrino Carlo Sommaruga e dalla basilese Susanne Leutenegger Oberholzer, All’estremo opposto l’UDC svittese Pirmin Schwander. Al secondo posto nella classifica di destra si trova il presidente UDC Toni Brunner che dalla sua elezione nel 1995 si è sempre più spostato verso l’estremo destro del grafico. Il suo collega di partito Pierre Rusconi, il primo dei deputati ticinesi a figurare in questo lato della classifica, occupa il 34esimo posto.
Fra gli otto deputati ticinesi Carobbio è però una mosca bianca: tutti gli altri sono più orientati al polo opposto, contrariamente a quanto avveniva in passato. In casa PLR Ignazio Cassis è in linea con Giovanni Merlini, che ha sostituito quest'anno Fulvio Pelli. Nel gruppo UDC/Lega la posizione più di sinistra è assunta da Roberta Pantani, ma anche Lorenzo Quadri e Pierre Rusconi fanno parte della metà più "moderata" all'interno del gruppo.
Nella sua analisi, Hermann sottolinea come il Ticino si sia spostato negli anni verso destra non solo perché i suoi rappresentanti oggi occupano tre posti ma per un progressivo slittamento verso destra del PPD. Se infatti Meinrado Robbiani e Chiara Simoneschi, ritiratisi nel 2011, appartenevano all’ala di sinistra del partito, Marco Romano e Fabio Regazzi, risultano essere più vicini ad idee di destra.
In un confronto regionale, i membri italofoni del Consiglio nazionale si situano globalmente più a destra che i loro compagni di partito germanofoni.
Dall'inizio delle rilevazioni nel 1996 lo scarto fra le due principali regioni linguistiche - che si riflette anche nelle situazioni di Röstigraben che interessano le votazioni popolari - ha raggiunto il picco nel 2003, mentre è risultato minore nella scorsa legislatura. Ora sta tornando ad aumentare.
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