
Il grande giorno è arrivato. La Svizzera ha riaperto le sue frontiere con gli Stati Schengen. Oltre a una maggiore mobilità delle persone, sarà di nuovo consentito fare la spesa in Italia. Un tema molto sentito dalla popolazione ticinese, ma anche dai supermercati italiani, che in questi mesi hanno risentito della mancanza della clientela elvetica.
Il via vai questa mattina è stato in particolare percepibile nei supermercati Bennet oltrefrontiera. Le 5 filiali a ridosso del confine “vedono un ottimo afflusso anche da parte della Svizzera” conferma l’Amministratore Delegato Adriano De Zordi, raggiunto dai colleghi di Radio3i. “Si rilevano scontrini importanti sia sui punti vendita “fisici” sia sul Bennetdrive”.
“A Como nessuna particolare differenza, ma....”
In centro a Como l’afflusso di clienti ticinesi è invece un po’ meno marcato, afferma il presidente di Confindustria Claudio Casartelli, sempre ai colleghi della radio. “Non abbiamo constatato particolari differenze questa mattina rispetto alla settimana precedente. Ci sono i clienti abituali, ma non i vicini dal Canton Ticino”. Probabilmente è ancora troppo presto per trarre un bilancio nel primo giorno di apertura. Ma non si esclude un aumento della clientela nei prossimi giorni. “Di solito abbiamo una presenza maggiore di svizzeri il martedì, il giovedì e il sabato, quando c’è anche il mercato” dice Casartelli. “Oltre che a visitare i negozi del centro, c’è chi ne approfitta per fare la spesa. Direi che prima della fine della settimana è difficile fare un bilancio”. La mancanza della clientela svizzera si è comunque fatta sentire, conferma Casartelli. “La mancanza dei clienti stranieri si è sentita in generale, anche perché negli ultimi 5-6 anni il settore si è indirizzato molto come offerta sui turisti e sui ticinesi. Gli operatori valutano un calo del 30% per quanto riguarda la clientela elvetica”.
Dopo mesi di lockdown si tratterà anche di osservare se le abitudini degli svizzeri siano cambiate. “Bisogna capire quanto ha influito l’aspetto psicologico,” aggiunge il presidente di Confindustria. “Difficile capire in quanto tempo la gente ritenga di tornare a una certa normalità e quanta titubanza ci sia ancora nell’entrare in posti “affollati”. Per le misure adottate in Italia, ritengo che gli standard di sicurezza siano elevati. Per cui rimango fiducioso” conclude Casartelli.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

