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Ticinese coinvolto nella compravendita di un missile
Ticinese coinvolto nella compravendita di un missile
Ticinese coinvolto nella compravendita di un missile
Redazione
7 anni fa
L'operazione della Polizia di Stato italiana che ha portato al ritrovamento di un arsenale a Torino ha un 'filone ticinese'

Emergono nuovi dettagli sull'operazione condotta dalla Digos di Torino in relazione al sequestro di diverse armi da guerra in varie città del Nord Italia. Tre persone sono state fermate perché ritenute responsabili di detenzione di armi da guerra e armi da sparo. Tra queste anche un cittadino svizzero di 42 anni, originario della Svizzera interna e residente nel Luganese, che sarebbe coinvolto nella compravendita nientemeno di un missile aria-aria, sequestrato in provincia di Pavia. Da una ricerca nel Registro di commercio si evince che il 42enne risulta essere amministratore unico di una società anonima con sede a Maggia, ora in liquidazione, e di una ditta attiva nel settore aereo-meccanico che ha recentemente spostato la propria sede da Bissone in via Pocobelli a Melide. L'uomo è stato fermato all'aeroporto di Forlì e, stando agli inquirenti italiani, avrebbe acquistato l'arma dal Qatar.

Le indagini, ricordiamo, erano iniziate circa un anno fa quando la questura di Torino, coordinata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, aveva monitorato alcune persone legate a movimenti politici dell’ultra destra e che avevano combattuto nella regione ucraina del Donbass contro gli indipendentisti. Grazie alle intercettazioni e ai pedinamenti degli inquirenti, si è scoperto che un uomo di Gallarate, in provincia di Varese, deteneva illegalmente una santabarbara.  L’uomo, un 60enne ex ispettore antifrode delle dogane e già candidato al Senato italiano per Forza Nuova nel 2001, si era anche messo in evidenza anche per la compravendita del missile, privo di carica esplosiva ma “riarmabile”. Gli investigatori della Digos hanno inoltre sequestrato 9 fucili d’assalto, una pistola mitragliatrice, 7 pistole, 3 fucili da caccia, 20 baionette quasi un migliaio di cartucce e molti parti di armi. Nell'abitazione dell'uomo sono inoltre stati trovati stemmi e cartelli di esplicita ispirazione nazista.

Le altre due persone fermate e attualmente poste agli arresti domiciliari sono accusate di detenzione e messa in commercio di un missile aria-aria in utilizzo alle forze armate del Qatar. Nell’ambito delle indagini sono stati riscontrati contratti tra uno dei miliziani e un esperto di armi che proponeva il suo acquisto per conto terzi. Le foto dell'arma, un Matra R-530 F francese, erano state trasmesse anche attraverso Whatsapp. Sul mercato nero, a cui era destinato, avrebbe avuto un valore di circa 500 mila euro.

All’operazione hanno partecipato anche le sezioni antiterrorismo delle questure di Varese, Pavia, Novara e Forlì-Cesena. "Si tratta di un’operazione complessa, con un sequestro ingente di armi da guerra con pochi precedenti per la polizia che opera in questo ambito”, ha dichiarato il questore di Torino Giuseppe De Matteis

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