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Ticino
Ticiconsult, l'autorità di vigilanza parla di "buona fede"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il direttore del DI Norman Gobbi ha risposto a un'interpellanza in cui si chiedevano lumi sulla fiduciaria gestita da Marco Chiesa, assieme al collega di partito Piero Marchesi e all’avvocato ed ex procuratore federale Pierluigi Pasi

È approdata in Gran Consiglio la vicenda che riguarda la fiduciaria di Marco Chiesa, Piero Marchesi e Pierluigi Pasi, che per 14 mesi è rimasta senza un fiduciario iscritto all'albo cantonale all'interno dell'organico. Una vicenda, anticipata dal Tages-Anzeiger, che ha assunto i contorni di uno scandalo visto che le elezioni federali sono imminenti. Proprio oggi, dunque, e come richiesto prima dell'appuntamento elettorale alle urne il 22 ottobre, il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi ha risposto agli interrogativi sollevati in un'interpellanza dai deputati Massimo Mobiglia e Sara Beretta Piccoli. 

La presa di posizione dell'autorità di vigilanza

Gobbi si è fatto portavoce dell'autorità di vigilanza, che è autonoma e indipendente. L'Esecutivo non può infatti prendere posizione su casi specifici. Gobbi ha quindi letto una nota trasmessa dalla vigilanza, presieduta dall’avvocato ed ex deputato PLR Marco Bertoli, riportando la cronistoria della vicenda. "Nel mese di novembre 2022 l’autorità di vigilanza è venuta a conoscenza, tramite due segnalazioni, che la Ticiconsult era priva di un fiduciario autorizzato, per l’uscita di una persona abilitata. Nel frattempo, anticipando l’intervento dell’autorità di vigilanza, che sarebbe giunto di lì a poco, i rappresentanti della società, in particolare nella persona di Marco Chiesa, si sono fatte parte attiva chiedendo delucidazioni sull’applicazione della legge al loro caso. E si sono tenuti due incontri presso la sede dell’autorità di vigilanza per le spiegazioni del caso. La sanatoria è poi giunta con l’ingresso nella società di un nuovo fiduciario autorizzato. Dalla cronistoria si può evincere un atteggiamento collaborativo delle parti interessate e una buona fede circa la volontà di conformarsi ai parametri legali vigenti nel nostro Cantone in ordine dell'esercizio dell'attività fiduciaria, considerato che il tema sull'esercizio dell'attività fiduciaria da parte degli avvocati iscritti nel registro cantonale professionale può destare confusione sull'ambito di applicazione legale ed  infatti soggetto di richieste e pareri", ha sottolineato Gobbi. "In un recente comunicato l'autorità di vigilanza sui fiduciari ha tenuto a precisare che a titolo generale vige il principio secondo il quale l'attività fiduciaria è ammessa solo a condizione che sia svolta sotto la responsabilità di un fiduciario autorizzato. La legge tuttavia ammette in casi particolari che l'attività fiduciaria possa essere esercitata da un avvocato. È compito dell’autorità di vigilanza esaminare ogni domanda di assoggettamento alla LFid e compiere le verifiche circa il rispetto delle norme in vigore. Tenuto conto del vigente segreto d’ufficio, sul caso concreto non vengono rilasciate dichiarazioni specifiche". 

Scetticismo sulle tempistiche

La presa di posizione dell'autorità di vigilanza non ha soddisfatto tutti. Molti deputati hanno infatti espresso scetticismo sulla tempistica dei 14 mesi per mettersi in regola. La deputata Cristina Maderni (PLR), presidente della Federazione ticinese delle associazioni di fiduciari, ha già fatto sapere di aver chiesto un incontro di chiarimento all'autorità di vigilanza. 

La presa di posizione di Ticinoconsult

Da parte sua la Ticinoconsult SA, in una nota diramata in serata sottoscritta dall'avvocato Adriano Sala, precisa che "dall’uscita a giugno 2022 dalla gerenza della società della signora Solari, fiduciaria commercialista, coincidente con l’entrata nella compagine societaria dell’avv. Pierluigi Pasi, e sino a gennaio 2023, l’Autorità di vigilanza sull’esercizio delle professioni di fiduciario non ha mai preso contatto con la società". È stata la società, in modo del tutto autonomo e indipendente a gennaio 2023, a contattare l'autorità di vigilanza, alla quale ha sottoposto "un progetto di modifica per sviluppo commerciale tra la medesima e un’altra società fiduciaria, con relativa richiesta di assoggettamento, con la presenza di un fiduciario autorizzato". Infine Ticinoconsult conferma di "non avere mai ricevuto alcuna notifica di apertura di un qualsivoglia procedimento da parte dell'Autorità di vigilanza, né, tanto meno, di essere stata oggetto di sanzioni di qualsiasi sorta: per modo che, non vi è stata né vi può essere stata la constatazione, da parte della stessa Autorità, di qualsivoglia difformità delle vigenti disposizioni”. La società, scrive ancora l'avvocato Sala, “si riserva di tutelare la propria reputazione nelle sedi ritenute più opportune”.