
Il percorso dell’evento si snoderà per 25 km tra Riazzino e Giubiasco attraverso il parco del piano di Magadino, con una decina di tappe dove conoscere i produttori locali e capire quanto lavoro ci sia dietro a un pomodoro o a una zucchina. “Prima di tutto abbiamo gli standard di qualità richiesti, che sono altissimi”, racconta ai microfoni di Ticinonews Omar Pedrini, presidente dell’Unione Contadini Ticinesi. “Ci sono poi i controlli costanti sui metodi di produzione e i rincari sugli stessi costi di produzione (energia, concimi, mangimi), che quest’anno stanno mettendo un po’ in difficoltà quello che è il margine di guadagno dei produttori locali”.
Scoperte gustose
La crisi energetica infatti rischia di avere ripercussioni anche sul settore agroalimentare. Un settore che vuole farsi conoscere proprio attraverso eventi come questo. Nelle varie tappe i prodotti della terra verranno elaborati da diversi chef ticinesi: si partirà dalla colazione fino alla merenda. Il piatto forte sarà un roast beef con caponata di melanzane, pomodorini canditi, rucola e tortino di patate. Gli ingredienti sono quelli di stagione, che ogni giorno dai piccoli produttori raggiungono la centrale della Tior di Cadenazzo. “I prodotti tipici di stagione che troviamo nella zona comprendono peretti, zucchine fresche, cetrioli nostrani tipici e zucchine striate, che si differenziano per il colore”, spiega il responsabile qualità Luca Malacarne. “E poi c’è il prodotto di punta, ovvero il pomodoro in tutte le sue varianti: ciliegini, datterini, ramati e non solo”.
Tutti in sella
La materia prima c’è, non resta che sperare nel bel tempo e inforcare la bicicletta. “Questa manifestazione nasce a piedi su percorsi più ridotti”, precisa il direttore del parco del piano di Magadino Giovanni Antognini. “Adottando la formula della bicicletta possiamo creare un percorso di 25 km. Un itinerario facile, pianeggiante, con degli sterrati solo in alcuni tratti. Si potrà quindi vedere di più rispetto a una semplice marcia a piedi”.
Le problematiche del settore
Ma che impatto hanno avuto sul settore ortofrutticolo la siccità e il caldo con il quale tutti noi siamo stati confrontati in questi mesi? Ticinonews ne ha parlato con Marco Bassi, direttore di Foft Tior. “Sul tema della siccità possiamo dire che nel Mendrisiotto hanno sofferto molto nelle vigne e nei campi coltivati a orticoltura”, specifica Bassi. “Nel piano di Magadino qualche volta ha piovuto e la maggior parte delle aziende si sono organizzate con degli investimenti per poter irrigare i propri campi pompando l’acqua dal sottosuolo”. Per quanto concerne invece la canicola “questa ha colpito di più le coltivazioni in serra, perché raffrescare una serra ad oggi non è possibile: se fuori fa caldo, anche all’interno sarà caldo. Questo porta problematiche a chi vi lavora ma anche alla coltura stessa”. Anche i bombi “utilizzati per l’impollinazione “volano e a fecondano malvolentieri con queste temperature così alte. Abbiamo quindi un raccolto inferiore dovuto a una minore fecondazione”. La paura dei consumatori, adesso, è che queste problematiche si traducano in un aumento dei prezzi. “Immagino che qui di alternative non ve ne siano”, prosegue Bassi. “L’aumento dei costi che conosciamo oggi non è solo alle nostre latitudini, ma riguarda anche l’Europa ed è legato al costo dell’energia per la produzione di qualsiasi bene, dall’imballaggio al trasporto”. Fare previsioni in ogni caso è difficile, poiché “nel nostro ambito, parliamo di legumi, è sempre un fattore di domanda e offerta. Se abbiamo tanta merce, il prezzo è inferiore e viceversa. Non è quindi unicamente una questione di costi”, conclude Bassi.

