
Ci sono salari minimi e salari massimi. Negli ultimi anni le aree politiche di sinistra hanno affrontato entrambe le questioni attraverso diverse iniziative. Si ricordi il salario minimo a 4000 franchi, l’iniziativa 1:12 e l’iniziativa Minder e a livello cantonale l’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino” (le ultime due, lo ricordiamo, sono state approvate, seppur la messa in pratica dell’iniziativa Minder non soddisfi appieno i promotori (vedi correlati).
Ad aggiungersi a questa lista, c’è oggi l’iniziativa parlamentare presentata dal socialista Raoul Ghisletta che chiede la seguente modifica della Costituzione cantonale: “Art. 15, cpv. 3 (nuovo) Il Consiglio di Stato emana delle direttive vincolanti relative agli stipendi massimi per i dirigenti degli enti di cui al cpv.1: il massimo salariale non può superare quello in vigore presso il Cantone, comprensivo di eventuali indennità e bonus, tenuto conto del tipo di funzione. Analogamente il Consiglio di Stato emana delle direttive vincolanti relative ai salari massimi per i dirigenti degli enti con i quali il Cantone stipula dei contratti di prestazione o ai quali versa dei sussidi.”
A detta di Ghisletta lo scopo della modifica è evitare che gli enti pubblici, parapubblici o sussidiati applichino stipendi esagerati ai loro dirigenti e di rapportare questi stipendi in modo ragionato a quelli previsti dal regolamento concernente le funzioni e classificazioni dello Stato (Canton Ticino). Analogo obiettivo si pone per gli stipendi dei dirigenti degli enti con i quali il Canton Ticino ha stipulato un contratto di prestazione o versa sussidi.
“Si tratta di eliminare possibili eccessi salariali sviluppatisi ai vertici degli enti pubblici e degli enti con i quali è stipulato un contratto di prestazione o che sono al beneficio di sussidi. Va chiaramente sottolineato come la situazione salariale dei dirigenti di queste strutture sia sovente incontrollabile a causa della protezione dei dati.”
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