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Ticino
Test di massa, nuovi criteri per le aziende
Paolo Bianchi, Direttore divisione della salute pubblica © CdT/ Chiara Zocchetti
Paolo Bianchi, Direttore divisione della salute pubblica © CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Il Consiglio di Stato ha adeguato il piano cantonale per i test di massa. Bianchi: “Individuati 149 positivi grazie ai test fai-da-te”

Negli scorsi giorni il Consiglio di Stato ha approvato il concetto operativo per l’avvio del piano cantonale per i test di massa, previsto per le aziende e le scuole con convitto. I dettagli sono stati presentati oggi durante una conferenza stampa da Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica del DSS, e da Daniele Fumagalli, aggiunto al direttore della Divisione dell’economia del DFE. Dallo scorso 15 marzo, ricordiamo, la Confederazione si assume i costi dei test rapidi effettuati nelle strutture riconosciute anche per le persone che non presentano sintomi.

11.42 - Fine della conferenza stampa

11.40 - La figura della persona speciliazzata che controlla i test effettuati nelle aziende presentata nella strategia un mese fa resta?
Bianchi: “In caso di test rapidi (tampone naso-faringeo) rimane necessario perché è permesso solo a un operatore sanitario effettuarli. Non è il caso dei test fai-da-te”.

11.38 - Iniziano le domande

11.32 - Prende la parola Daniele Fumagalli
Grazie al sondaggio effettuato presso le aziende è stato possibile concretizzare la strategia elaborata. Le aziende ticinesi interessate hanno la possibilità di integrare al loro piano di protezione l’esecuzione di test settimanali per i collaboratori che lo desiderano. Si tratta di un’opportunità di lavorare con maggiore tranquillità in un contesto difficile. È importante tuttavia sottolineare che la strategia dei test di massa va implementata in aggiunta alle altre strategie di contenimento”.

11.25 - Come annunciarsi
Le aziende sono chiamate a fare una valutazione del rischio, il cui formulario si trova sul sito del Cantone. Da oggi è stata attivata la pagina in cui è possibile trovare tutte le informazioni (www.ti.ch/covid-test), mentre da lunedì è possibile annunciarsi online. Le aziende dovranno fornire un report settimanale sui testi eseguite e i relativi risultati.

11.15 - Ridefinizione delle aziende considerate a rischio
Dopo le dovute verifiche, sono stati fatti adeguamenti del piano cantonale. Bianchi: “C’è stato un cambio di paradigma. I laboratori a livello nazionale hanno rafforzato le loro capacità per i test molecolari in pool (esame su un campione di 10 persone). Se quest’analisi permette di individuare una positività, viene fatto il “depooling”, l’analisi singola. Questi test in pooling permettono di testare alcune decine di migliaia di persone al giorno. Il costo del test è coperto dalle tariffe riconosciute dalla Confederazione: su un campione di 10 è di 123 franchi. Per quanto riguarda i test antigenici rapidi: meno aziende potranno avere un indennizzo di 34 franchi. Quelle ad alto rischio (10 o più collaboratori con una partecipazione al test di almeno il 60%) potranno continuare a riceverlo. Le aziende a rischio accresciuto potranno invece avere un indennizzo di 8 franchi, a cui si aggiunge un contributo cantonale di 4 franchi come incentivo deciso dal Consiglio di Stato. Quelle a basso rischio (fra i 5 e 10 collaboratori) resta un indennizzo di 8 franchi”. Vedi tabella per tutti i criteri:

11.13 - Non ci sono focolai nelle aziende
Bianchi: “L’esenzione della quarantena sul posto di lavoro è concessa se l’azienda propone test di massa una volta alla settimana ai propri collaboratori. Per ora dai riscontri effettuati non vi sono comunque stati particolari focolai nelle aziende”.

11.11 - La strategia dei test di massa
Bianchi: “Il 24 marzo il Cantone ha presentato il suo documento di strategia, un presupposto necessario affinché chi vuole partecipare possa ricevere le prestazioni riconosciute dall’ordinanza federale. Siamo stati criticati per il ritardo. Nel frattempo la Confederazione ha promosso incontri con i Cantoni per precisare i flussi di fatturazione. Questi flussi portano a concludere che i Cantoni sono debitori della prestazione: rimborsano alle aziende gli indennizzi previsti e poi li recuperano dalla Confederazione. Abbiamo chiesto e preteso dalla Confederazione che non si limitasse a prendere atto della nostra strategia, ma che prendesse posizione sulle condizioni previste per beneficiare del rimborso. Nel frattempo abbiamo implementano un’intesa con i partner dell’Amministrazione cantonale e l’organizzazione necessaria per avviare questa strategia”.

11.08 - Un confronto intercantonale
“La densità di test in Ticino è relativamente ampia, appena sotto alla media nazionale. Facciamo dai 500 agli 800 test al giorno, arrivando a fare fino 1’800 nei periodi di picchi”.

11.05- Le farmacie autorizzate
Bianchi: “Le farmacie autorizzate a fare i test rapidi sono aumentate: oggi sono 68, circa un terzo del Cantone. Sul sito del Cantone si trova l’elenco delle farmacie. Ve ne sono alcune che hanno disponibilità immediate, altre necessitano un appuntamento. Per il test fai-da-te ne sono stati venduti diverse decine di migliaia, siamo vicini ai 100mila. Interessante segnalare che su queste diverse decine di migliaia, 149 persone in presenza di un risultato positivo si sono annunciate all’hotline cantonale per avere un appuntamento al checkpoint per un test PCR di conferma”.

11.01 - Prende la parola Paolo Bianchi
“È importante continuare a rispettare i principi di base: mascherine, distanze, limitare i contatti. Ieri abbiamo raggiunto 100mila dosi di vaccino somministrate in canton Ticino, il tasso di adesione è superiore all’80% nelle categorie a rischio. Poi si è aggiunta la strategia del test: il test al minimo sintomo resta fondamentale ed è gratuito. In questa strategia la Confederazione ha promosso ulteriori misure dal mese di febbraio con test ripetuti, autotest (dal 7 aprile) e test rapidi eseguibili in farmacia. Abbiamo elaborato un flyer in cui viene specificato che test occorre fare in quale occasione”.

11.00 - Inizia la conferenza stampa

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