
Le varianti di Covid-19 spaventano. È a causa della variante inglese che la Confederazione ha introdotto le nuove misure in vigore da oggi e ora si teme anche la brasiliana, che potrebbe essere ancora più contagiosa. Per questo i Verdi del Ticino, attraverso un’interpellanza firmata dai granconsiglieri Marco Noi, Samantha Bourgoin, Claudia Crivelli, Cristina Gardenghi, Nicola Schoenenberger e Andrea Stephani, chiedono che il governo adotti una strategia più incisiva.
In particolare la preoccupazione è evitare un nuovo “confinamento duro” e la chiusura delle scuole. “ai Verdi risulta difficile immaginare una nuova chiusura della scuola dell’obbligo in presenza, per una scuola a distanza che mortificherebbe pesantemente i giovani e metterebbe in grossa difficoltà le famiglie”, scrivono.
Per questo sotto forma di domande, gli ecologisti propongono al Consiglio di Stato una strategia basata in particolare sui test rapidi. Ecco le loro domande:
1. Visto che da più parti è stata dimostrata la validità di questo metodo, é possibile immaginare e realizzare una strategia di test rapidi a tappeto? Se sì, quanto questa può essere estesa sul territorio e nel tempo (capacità logistica di organizzare i test, disponibilità di test)?
2. Sarebbe pensabile mantenere aperta la scuola dell’obbligo effettuando test rapidi a tappeto sulla popolazione scolastica e inserendo nelle priorità di vaccinazione il corpo insegnanti?
3. Per avere il necessario supporto organizzativo e logistico è possibile ripristinare lo Stato maggiore di condotta senza dover ripristinare lo Stato di necessità?
4. Non ritiene necessario il Consiglio di Stato mettere la scuola post obbligo in insegnamento a distanza? Oppure ritiene si possa mantenerla aperta implementando anche per essa test rapidi di depistaggio dei positivi?
5. In che misura è possibile che i test rapidi a tappeto vengano introdotti anche per i settori economici o perlomeno parte di loro (quella che non può attingere in maniera sostenibile al telelavoro)?
6. Ritiene il Consiglio di Stato che le misure di sostegno finanziario possano attraversare l’iter politico necessario e giungere ai destinatari in tempo utile per scongiurare fallimenti?
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