
La proposta dell’economista Gerhard Fehr, che suggerisce di introdurre dei divieti per chi non intende farsi vaccinare, ha suscitato molte reazioni e un grande dibattito. Tra chi lo ritiene inammissibile, chi è favorevole e chi, invece, troverebbe meno ipocrita introdurre l’obbligo vaccinale.
Basta test gratuiti
“Certamente nelle prossime settimane, soprattutto in agosto, dovremo decidere qualche ulteriore misura”, commenta il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini, analizzando in particolare il rinnovato aumento dei casi legato alla variante Delta. Zanini parla di incentivi alla vaccinazione: “Una di quelle misure potrebbe essere, anche molto semplicemente, rendere i test rapidi a pagamento per chi non si è vaccinato”, ha dichiarato intervistato da Teleticino.
Evitare l’obbligo di vaccinazione
Secondo Zanini l’obbligo vaccinale sarebbe un “passo molto forte” e ritiene che sia “imperativo evitarlo”. Si possono quindi lasciare le alternative alla vaccinazione, ma andrebbe valutato a chi accollare i costi. “Se l’alternativa per chi non è vaccinato è farsi testare ogni due giorni per dimostrare che non è pericolo per la collettività, mi chiedo se sia giusto che la collettività debba pagare ogni due giorni il costo di questo test”, ha detto.
Denti: “Un direttore di casa anziani non vaccinato è inammissibile”
Anche per Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici del Canton Ticino, sarebbe una decisione particolarmente drastica. Il medico, però, ritiene che andrebbe applicato a chi lavora nella sanità. “Se io che sono un operatore sanitario non sono vaccinato, la domanda da porsi è: io sono al posto giusto?”, ha detto. In Ticino, ha spiegato, il tasso di vaccinazione tra chi lavora nella sanità è maggiore rispetto a ciò che accade in Svizzera. “Però dobbiamo ammettere che anche qui da noi c’è ancora gente che occupa delle funzioni come capocure o direttore di case per anziani e non è ancora vaccinato. Questo è inammissibile, a mio modo di vedere”.
In Ticino 40% di variante Delta
A preoccupare, ancora, sono le varianti, ora la variante Delta, o variante indiana. “Oggi il 40% dei casi positivi in Ticino sono variante indiana”, ha spiegato Denti, convinto che la vaccinazione sia l’unica risposta. “Non ci sono altre scuse”, ha concluso, “se vogliamo trascorrere un autunno-inverno senza avere disastri dobbiamo vaccinarci. Ricordo che in Svizzera ci sono ancora 200mila ultrasettantenni non vaccinati. Nella prima ondata abbiamo avuto 350 morti in Ticino, nella seconda 600 e oltre, immaginate cosa può succedere questo autunno. Per cui è oggi il momento per farsi vaccinare”.
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