
All'ex sindaco di Osco Renato Canonica non è decisamente piaciuta la risposta del Governo in merito a un episodio da lui riportato che riguardava l'acquisto di bevande alcoliche da parte di un richiedente l'asilo presso un negozio alimentare di Biasca. Un acquisto di oltre 330 franchi che sarebbe stato effettuato tramite una tessera del cantone e che era stato oggetto di due interrogazioni parlamentari, alle quali il Consiglio di Stato ha risposto negli scorsi giorni (vedi allegato).
Nella sua risposta il Governo ha sottolineato che non è stato possibile ricostruire la data degli avvenimenti, né accertare che si sia trattato effettivamente di un richiedente l'asilo. La gerente del negozio, interpellata telefonicamente, ha inoltre escluso l'emissione di fatture al Cantone. E in questo frangente il Governo ha specificato che non viene rilasciato nessun tipo di tessera per facilitare gli acquisti ai richiedenti l'asilo.
Tutte risposte che, come detto, non hanno soddisfatto l'ex sindaco. "Non è una bufala" ci tiene a precisare Canonica, "e non siamo nemmeno bugiardi. Il fatto è realmente accaduto".
Secondo Canonica la risposta del Governo è poco chiara: "Interpellano la commessa per verificare se sono stati fatti acquisti tramite la tessera del cantone, e poi dicono che queste tessere non esistono. Perché allora verificano qualcosa che di partenza si sa che non esiste?"
Inoltre né lui, né l'amico che gli ha raccontato la storia (a cui Canonica dà il 100% della fiducia), avrebbero mai chiarito l'episodio con i funzionari del cantone. "Abbiamo sollecitato un incontro, ma non è mai avvenuto. Su quali basi dunque risponde il Governo alle interpellanze?"
"Possono raccontare quello che vogliono, ma è successo davvero. La realtà dei fatti è questa" conclude Canonica.
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