
Teseu si rinnova e decide di estendere il proprio raggio d’azione. Non si occuperà più solo di contrastare il fenomeno della prostituzione, ma anche quello del lavoro nero. Ad affermarlo dalle pagine della Regione il responsabile dell’Unità investigativa, Alfredo Bazzocco. “Intendiamo verificare - spiega Bazzocco - se sul territorio ticinese si muovono organizzazioni che mettono a disposizione della locale economia ‘sommersa’ manodopera che reclutano all’estero”. La decisione giunge pochi giorni dopo le accuse mosse dal domenicale leghista Il Mattino che chiede l’abolizione del gruppo Teseu. “Mentre i poliziotti perdono tempo a correre tempo dietro alle professioniste, il territorio va a ramengo”, si legge sul domenicale. E ancora: “Il gruppo Teseu serve solo a fare retate contro le donnine”. Così replica Bazzocco alle accuse lanciate dal Mattino: “Piaccia o non piaccia è proprio grazie ai costanti controlli, alla forte pressione esercitata da polizia e organi inquirenti che si è riusciti ad arginare la prostituzione in Ticino, soprattutto a evitare il ripetersi di certi episodi violenti e più in generale una recrudescenza dei reati legati alla prostituzione”. Per il momento, precisa poi il capitano, “non abbiamo indizi concreti circa l’esistenza di racket, tuttavia alla luce di alcuni casi di stranieri impiegati in nero scoperti in questi anni dalla Gendarmeria, casi apparentemente slegati fra loro, vale la pena approfondire il discorso". Come agirete? "Cominceremo presto, con una sorta di monitoraggio: in stretta con le gendarmerie territoriali procederemo alla raccolta di tutta una serie di dati che poi valuteremo attentamente”.
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