Cerca e trova immobili
Ticino
Territorio: il Cantone critico con Berna
Redazione
13 anni fa
Il Consiglio di Stato critica alcuni punti della nuova pianificazione del territorio. "La politica del Ticino è già molto restrittiva"

Il Consiglio di Stato ticinese critica alcuni punti del progetto di ordinanza e delle direttive tecniche poste in consultazione dalla Confederazione, quali strumenti di applicazione delle modifiche della Legge federale sulla pianificazione del territorio.

Lo scorso 3 marzo, la maggioranza di popolo e Cantoni ha approvato le modifiche legislative che mirano a frenare la dispersione degli insediamenti, a limitare l’estensione delle zone edificabili e a sfruttare meglio quelle esistenti. La legge protegge in maniera più efficace le superfici agricole ed il paesaggio; nel contempo, pone le basi per soddisfare i nostri bisogni di crescita con un orizzonte di 15 anni attraverso processi di densificazione degli abitati ben allacciati ai mezzi di trasporto pubblico.

Il Consiglio di Stato ritiene che gli strumenti elaborati dalla Confederazione per concretizzare questi obiettivi – ordinanza e direttive tecniche – vadano semplificati erivisti, afffinché le competenze cantonali in materia di pianificazione del territorio siano maggiormente rispettate ed il carico amministrativo non risulti sproporzionato rispetto ai risultati attesi.

Il Governo ritiene inoltre problematico il calcolo proposto dalla Confederazione per stabilire la superficie massima di zona edificabile che ogni Cantone sarebbe chiamato a rispettare. Suscitano perplessità, inoltre, il grado di dettaglio richiesto per l’adattamento di strumenti strategici – come i Piani direttori cantonali – e le modalità di controllo previste, che risultano onerose e non coerenti con lo spirito di collaborazione e fiducia che deve contraddistinguere i rapporti istituzionali tra il Governo federale ed i Cantoni.

L’importanza degli obiettivi stabiliti dalla Legge federale sulla pianificazione del territorio – nell’ottica di uno sviluppo di maggiore qualità rispetto al passato – richiedono strumenti e approcci flessibili, adatti alle diverse realtà regionali e cantonali. Il Consiglio di Stato è certo che – con le dovute modifiche dei documenti posti in consultazione – Cantoni e Confederazione potranno collaborare in modo efficace per promuovere un uso del suolo più sostenibile e razionale.

Il Consiglio di Stato ricorda infine come, dopo le generose attribuzioni di molti terreni a zone edificabili avvenute negli anni ’80, il Cantone Ticino applichi da tempo una politica molto restrittiva per quanto riguarda nuove zone da destinare agli insediamenti: negli ultimi 20 anni tali aree sono state estese di circa 90 ettari, pari allo 0.8% della superficie edificabile totale (circa 11'000 ettari). Un dato inferiore rispetto al consumo di terreno che si è reso necessario per la realizzazione di Alp Transit (110 ettari).

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata