
Il termine “Seghezzone” si riferisce al terreno di 34'500 metri quadrati, a Giubiasco, sul quale sarebbe dovuto sorgere il comando della Polizia cantonale. Il governo a fine 2007 aveva deciso di accantonare il progetto di costruzione perché troppo pretenzioso e di orientarsi quindi verso una soluzione meno onerosa sul sedime dell’ex Arsenale di Bellinzona. Così dopo una perdita di oltre 6 milioni per la progettazione il capitolo sembrava essere definitivamente chiuso finché il proprietario del mappale ha inoltrato una richiesta affinché il Cantone rispetti l’accordo stipulato nel 2001. Il proprietario chiede che il Cantone paghi l’affitto concordato ai tempi del contratto, per un ammontare di 179'400 franchi all’anno per 99 anni. Secondo quanto riportato dalla Regione, il presidente del consorzio Adelio scolari sostiene che “nell’accordo manca la clausola della rescissione e a questo punto difficilmente lo Stato può tirarsi indietro”. Inoltre in precedenza, il consorzio aveva aperto un concorso di idee (costato 150'000 franchi) per l’urbanizzazione del fondo affinché si potesse optare per l’utilizzo più adeguato del fondo. Al tempo dei fatti 35 architetti avevano partecipato al concorso ma la scelta è caduta sul Cantone. “Il canone d’affitto avrebbe infatti garantito un’entrata fissa, utile a ridurre le spese per opere di messa in sicurezza degli argini che ogni anno ammontano in media a circa 600'000 franchi”. Dal canto suo la direttrice del Dfe, Laura Sadis, ammette la situazione problematica. La consigliera di Stato ha dichiarato alla Regione che “considerato che si tratta di un contratto fra due enti pubblici, si rendono necessari approfondimenti su aspetti di carattere legale e giuridico, che il governo ha ordinato”. Per far luce sulla situazione sarà dunque necessario dell’altro tempo.
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