
Le terrazze sono piene in questi giorni. In molti locali serve prenotare anche per bere qualcosa. Gli esercenti oggi, però, hanno chiesto nuovi aiuti alle autorità cantonali, soprattutto in vista la decisione del Consiglio federale di allontanare la riapertura degli spazi interni. “Bisogna ritornare sui libri contabili e rivedere le quote d’indennizzo”, ha spiegato il presidente di GastroTicino Massimo Suter nel corso di Ticinonews. Gli aiuti attuali, infatti, erano stati pensati per una chiusura di circa quattro mesi, mentre ora si rischia di arrivare fino a luglio.
Quanti non possono aprire?
Ma quanti sono i locali che nonostante le terrazze aperte non hanno potuto riaprire? “Anche se fosse uno solo, sarebbe uno di troppo”, risponde Suter. “Noi abbiamo calcolato che più o meno un terzo dei nostri associati non può aprire perché uno spazio interno non ce l’ha. A questi va aggiunta ancora una percentuale di quei ristoranti che hanno le terrazze, ma sono piccole. Poi vi sono attività che sono discoste, penso alla ristorazione di montagna. Infine, abbiamo ancora una parte degli associati che lavorano con la notte che sono chiusi da quasi tredici mesi”.
“Chi ha la terrazza ha vinto”
Suter, comunque, conferma che i locali con terrazza stanno andando molto bene in questi primi giorni. “Assolutamente sì. Chi ha la terrazza ha chiaramente vinto, ma non dobbiamo farci abbagliare da situazioni come può essere il mio ristorante o ristoranti nelle città o sulle rive del lago. Perché questi falsano di parecchio la situazione vera. Per uno che vince ce ne sono quattro che stanno perdendo”, risponde.
Fallimenti? Un 2-3 percento
Secondo Massimo Suter, la percentuale di ristoranti che non riuscirà a sopravvivere alla pandemia in Ticino è più basso rispetto al resto della Svizzera, si parla di un “2-3 percento”. I numeri, avverte, non sono però facili da fare, perché se sotto l’occhio vi sono i locali destinati al turismo, dal radar potrebbero ancora sfuggire molti locali che puntano soprattutto su autunno e inverno. “Credo, comunque, che per il nostro Cantone sarà una moria di ristoranti”. Suter, però, è fiducioso nel sostegno delle autorità cantonali per il settore della ristorazione.
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