
La riapertura delle terrazze, di nuovo permessa dal 19 aprile, concede po’ di sollievo a quei ristoratori che hanno la fortuna, in questo periodo, di disporre di un’area esterna. Questo anche grazie alle autorità comunali che per andare incontro a un settore in difficoltà permettono l’utilizzo del suolo pubblico, estendendo l’area per disporre i tavoli ai ristoratori. Ma a volte le procedure subiscono qualche intoppo e non sempre tutto fila liscio. È quello che sta succedendo al locale Barlume in città vecchia a Locarno che, dopo aver potuto usufruire della piazzetta di fronte al suo locale l’estate scorsa assieme a un altro ristorante, quest’anno si è visto negare questa possibilità. O meglio: prima è arrivata una comunicazione positiva in tal senso, poi l’autorizzazione non è stata più concessa. Cosa è successo?
Il motivo, ci spiega il gerente Siro Marazza, è legato a una licenza edilizia, da poco approvata, che permette, ad alcune condizioni, la posa di tavoli sulla terrazza privata esterna a servizio dell’esercizio pubblico, dopo 6 anni di continue perizie e opposizioni da parte di un condominio confinante (il grado di sensibilità al rumore valido per il centro storico non permette infatti il regolare esercizio esterno). Tuttavia la decisione non è ancora cresciuta in giudicato, quindi i vicini hanno ancora la facoltà di ricorrere al Consiglio di Stato. Un cortocircuito burocratico che ora compromette anche l’utilizzo del parcheggio pubblico, quando di per sé le due questioni non sono legate. “È una situazione assurda”, ci dice Marazza. “Non capisco cosa debba essere cambiato rispetto all’anno scorso. Non si sono verificati problemi di sorta e oltretutto la licenza edilizia che abbiamo ottenuto è positiva. Non vedo quindi perché l’autorizzazione non debba essere concessa anche quest’anno”.

C’è quindi frustrazione e delusione in un periodo di per sé già difficile e in un contesto in cui manca chiarezza sul da farsi. Marazza si è già rivolto alle autorità comunali per sbrogliare la matassa. Una decisione era attesa per mercoledì mattina, ma ad ora la situazione non si è ancora sbloccata e il gerente si trova con le mani legate in vista di una possibile apertura, pianificata il prossimo 6 maggio assieme all’altro ristorante. Per smuovere le acque il locale ha anche postato sui social media immagini ironiche sulla “città-cimitero” di Locarno, in cui le soluzioni sono affidate all’ufficio “me ne frego”. Basterà per riaccendere un barlume di speranza?
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