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Ticino
Terminali in Ticino, Berna rinuncia
Redazione
12 anni fa
Il terminale per il traffico intermodale non verrà realizzato né a Lugano né a Chiasso. Berna ha scelto di finanziare quello in progettazione a Milano

Negli scorsi giorni l’Ufficio federale dei trasporti ha comunicato al Dipartimento del territorio che non ritiene più necessario approfondire l’ipotesi di pianificare nel Cantone Ticino terminali per il traffico intermodale destinato al traffico internazionale.

L’ipotesi di realizzare terminali per il traffico di transito internazionale era stata formulata dall’Autorità federale nell’ambito della discussione sulla realizzazione di un corridoio al San Gottardo per il trasporto di semirimorchi con altezza fino a 4 m attraverso.

Erano state indicate due ubicazioni: Lugano-Vedeggio e Chiasso. Queste erano state ritenute quali soluzioni di ripiego nel caso in cui non fosse stato realizzato alcun impianto nel nord Italia per gestire questa tipologia di traffico.

Il Cantone Ticino aveva immediatamente reagito con disappunto a queste ipotesi. Da un lato aveva evidenziato il principio che il traffico di transito deve essere gestito il più vicino possibile alle sue origini e destinazioni. Dall’altro lato si era risolutamente indicato che le ubicazioni ipotizzate non si conciliavano per nulla con gli accessi stradali disponibili e con il carico esistente sull’autostrada, che notoriamente già oggi conosce problemi di saturazione, specialmente durante le ore di punta, e con il contesto territoriale e ambientale già fortemente sollecitato.

L’Ufficio federale nella sua comunicazione sottolinea i progressi realizzati nella pianificazione di un centro per la gestione del traffico intermodale nell’attuale stazione di Milano smistamento, a est della metropoli lombarda.

Lo stesso Ufficio ha inoltre preso lo scorso mese di ottobre una decisione per la concessione di un contributo finanziario per la costruzione.

Il Dipartimento del territorio si rallegra per questa comunicazione che tiene conto dei legittimi interessi regionali e fa chiarezza su un aspetto importante della futura pianificazione delle infrastrutture.

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