
È iniziato ieri a Mendrisio, di fronte alla Corte delle Assise criminali di Bellinzona, il processo a carico di due ticinesi accusati di aver preso a bottigliate un uomo con il quale avevano avuto un litigio legato a questioni di circolazione stradale.
I fatti risalgono alla sera del 28 dicembre 2011. I due giovani, di 25 e 27 anni, stavano circolando in auto nei pressi della stazione ferroviaria di Bellinzona. A un certo punto un altro automobilista, di 40 anni, suonò loro il clacson, perché riteneva che non avessero azionato gli indicatori di direzione nella maniera giusta all'interno di una rotonda.
Ne nacque un alterco, che sfociò ben presto in spintoni, calci e pugni, finché uno dei due ragazzi, il più giovane, non brandì una bottiglia di birra con la quale colpì il 40enne alla testa.
Una scheggia di vetro di alcuni centimetri si conficcò nel collo del malcapitato, una ferita potenzialmente mortale che ha spinto la procuratrice pubblica Chiara Borelli a formulare l'accusa di tentato omicidio nei confronti del 25enne.
Il 27enne è invece accusato di aggressione, ma deve rispondere anche di tutta una serie di altri reati, tra cui contravvenzione alla legge sugli stupefacenti, ripetuta guida in stato di inattitudine e senza licenza di condurre, infrazione grave alle norme della circolazione, furto, ingiuria e violazione di domicilio.
Per il 25enne la procuratrice pubblica ha chiesto una pena di tre anni, di cui sei mesi da espiare, per il 27enne invece di trenta mesi, di cui sei da espiare.
Il giudice Marco Villa leggerà la sua sentenza oggi pomeriggio dopo le 16.
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