
La procuratrice pubblica Chiara Borelli aveva chiesto undici anni di detenzione per il 69enne cittadino croato che aveva cercato di uccidere un richiedente l'asilo pachistano la sera del 22 dicembre di due anni fa a Giornico. Una richiesta di pena, che ora la Corte d'appello e revisione penale (CARP), presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will ha ora statuito.
Ricordiamo che l'accusato aveva tentato di uccidere il pachistano, che gli chiedeva di restituirgli i soldi anticipati per organizzare un matriomonio combinato.
Un caso, che era in un primo tempo finito davanti alle Assise criminali, che il 26 ottobre scorso avevano condannato l'uomo a 9 anni di carcere e all'espulsione dalla Svizzera per un periodo di 10 anni. L'uomo aveva però impugnato la sentenza (così come la vittima e la pubblica accusa), facendo approdare il caso dinanzi alla CARP poco più di un mese fa.
Ed ora, come anticipato dalla RSI, la condanna di prima istanza è stata inasprita, sposando così la tesi dell'accusa, anche se non è da escludere che il 69enne croato rappresentato dall'avvocato Patrick Gianola ricorra nuovamente. In effetti, il difensore aveva chiesto l’assoluzione dell’uomo, sostenendo che non si tratta di "un feroce assassino" e che il suo assistito intendeva unicamente spaventare la vittima, per evitare che lo assillasse per chiedergli la restituzione dei soldi anticipati per organizzare le nozze.
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