
Diciassette anni di detenzione, di cui tredici e mezzo solo per l’ipotesi di reato più grave del lungo atto d’accusa: quella di tentato assassinio. È questa la richiesta di pena formulata pochi minuti fa dal magistrato Roberto Ruggeri nei confronti del 22enne sangallese, che la sera del 21 ottobre 2021 raggiunse l’ex fidanzata con il nuovo compagno a Solduno, sparandole con un fucile sottratto al nonno.
Un piano dettagliato
Per la pubblica accusa quanto avvenuto fu infatti un piano dettagliato, perverso, messo in atto da una persona priva di empatia e scrupoli “con un movente futile: ovvero la vendetta per una relazione finita”. “E se oggi non siamo qui a parlare di una morte prematura”, ha sottolineato Ruggeri, “è solo per una mera casualità”. Un piano, ha per l’appunto rimarcato più volte, pianificato nei minimi dettagli. Non è vero, ha detto il PP, che l’imputato voleva solo parlare con la vittima, nonostante il divieto di avvicinamento. Dal Canton San Gallo, lui quella sera di due anni fa arrivò in Ticino munito di un arsenale per punire chi, ai suoi occhi, gli aveva fatto un torto: lasciandolo, denunciandolo e poi rifacendosi una vita. Lo scrive nero su bianco anche la perizia psichiatrica effettuata sul giovane, la quale, oltre alla totale mancanza di empatia, ha diagnosticato un grave disturbo multiplo della personalità: il 22enne “odia le persone che gli fanno un torto”.
Voleva rendersi irriconoscibile
Tutto era pianificato e a provarlo, ha continuato Ruggeri, è anche il fatto che l’imputato recandosi in Ticino voleva rendersi irriconoscibile e irrintracciabile. Ad esempio, ha indossato la mascherina e ha camuffato il suo tatuaggio. Non solo: lui ha atteso l’arrivo del nuovo compagno a casa della ex, perché, ha rincalzato il PP, voleva punire entrambi. E anche di fronte all’imprevisto della fuga della vittima, descritto dal magistrato come il punto di rottura, l’imputato, che stamattina in aula ha ribadito di essere dispiaciuto, non è indietreggiato di un centimetro: ha rincorso la ex e la ha sparato senza scrupolo.
La relazione precedente
Fatti, quelli avvenuti a Solduno, che per il PP hanno anche fatto emergere “un inquietante parallelismo” con una relazione precedente avuta dall’imputato nel Canton San Gallo, caratterizzata anche lei da modalità “assillanti, violente, intimidatorie”. Ecco perché quanto poi capitato in Ticino per Ruggeri non può essere visto come “un fulmine a ciel sereno”. Al contrario, si è trattato del piano di “una persona difficile, problematica e malata”, già coinvolta in procedimenti penali legati ad armi e droga a San Gallo.
Il processo riprende domani
Il giovane, difeso dal legale Luca Guidicelli, già dal 15 settembre 2022 è in carcere in regime di esecuzione anticipata della pena. Il processo di fronte alla Corte presieduta dal giudice Siro Quadri riprenderà domani mattina con l’arringa difensiva alle 09.30.

