
Quel pomeriggio di gennaio a Quartino non si consumò un delitto terrificante ma ci mancò davvero poco. Quel giorno un uomo rischiò di finire avvolto dalle fiamme, letteralmente incendiato dal suo vicino di casa. A 8 mesi di distanza l'episodio è approdato in tribunale. Il 59enne Giancarlo Bottani siede da stamattina di fronte alla corte delle Assise criminali, presieduta dal giudice Mauro Ermani, per rispondere di tentato assassinio. Questo il capo d'accusa che gli contesta il procuratore pubblico Andrea Pagani, per avere, dopo l'ennesimo litigio, cosparso il suo vicino di benzina, o meglio di una miscela altamente infiammabile a base di benzina, poi acceso e lanciato due fiammiferi. Per la vittima non vi furono conseguenze fisiche mentre per Bottani scattò l'arresto che segnò la tregua di un rapporto di vicinato impossibile. Perché quel gesto per quanto estremo non fu un caso isolato bensì il culmine di un lungo e violento astio tra vicini. Tre anni di contenziosi, minacce, sfide, insulti e denunce. Tre anni in cui i protagonisti trasformarono quella che poteva essere una pacifica vita di quartiere in una quotidianità a tratti asfissiante, dominata da un clima di paura e disagio. Un rapporto impossibile, che raggiunse il culmine alle 4 del pomeriggio dell'8 gennaio scorso, quando l'accusato decise di difendere la propria moglie, aggredita dal vicino, vendicarsi, armato di benzina e fiammiferi. L'imputato soffre di disturbi deliranti e paranoidi. Era convinto che contro lui era in atto un complotto orchestrato dal vicinato e persino dalle autorità comunali. Non sono pochi gli aspetti inquietanti in questo processo che prevede una densa settimana dibattimentale, in cui verranno sentiti anche diversi testimoni prima di giungere alla sentenza. Matteo Bernasconi
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