Cerca e trova immobili
Lugano
Tentata rapina alla gioielleria, spunta un terzo colpo (fallito) partito da una pistola
© Rescue Media
© Rescue Media
Redazione
2 anni fa
Uno dei rapinatori avrebbe tentato di sparare a un agente, ma la pistola si è inceppata. Valenzano Rossi: "È stata sventata una rapina in pieno giorno, il potenziale di rischio era altissimo".

Il giorno dopo via Pessina è tornata alla normalità. Davanti alle vetrine della gioielleria Taleda sfilano turisti e avventori; qui nulla o quasi ricorda gli attimi di grande tensione vissuti ieri durante la tentata rapina a mano armata messa a segno da quattro malviventi. Restano però vivide le immagini che ieri hanno fatto il giro del web in cui si vede lo scontro violento fra l’agente e uno dei rapinatori, il colpo partito per sbaglio al poliziotto durante la colluttazione e l’intervento dei passanti. Ma il giorno dopo i contorni della vicenda si arricchiscono di nuovi dettagli, fra cui l’ipotesi che, stando a nostre informazioni, i colpi siano stati tre e non due come ritenuto sinora. Ma andiamo con ordine.

Le informazioni ufficiali

Ciò che si sa è che i quattro rapinatori, due serbi e due croati hanno dato avvio al "colpo" alle 11.40. Immediatamente, due agenti della comunale (uomo e donna) si accorgono della situazione e intervengono estraendo le armi. Uno dei tre rapinatori scappa, ma viene fermato in zona Cattedrale poco dopo. Le informazioni ufficiali sono grosso modo queste.

Il terzo sparo

Stando a nostre informazioni, gli attimi più concitati si svolgono all’interno della gioielleria. È questione di secondi: uno dei tre rapinatori, dall’interno, punta a sua volta la pistola contro l’agente, lo minaccia verbalmente di morte e preme il grilletto cercando di colpirlo mirando al corpo. La pistola però si inceppa, il proiettile non esce. L’agente a questo punto risponde al colpo, il proiettile colpisce la porta blindata e finisce su un muro all’interno della gioielleria. A questo punto il malvivente tenta la fuga, ma viene fermato dal poliziotto.
Il resto è quanto catturato dai video all’esterno: la colluttazione, il nuovo proiettile esploso dall’agente per errore che fortunatamente finisce sulla via a pochi metri di distanza senza colpire nessuno. E poi l’intervento decisivo dei passanti che mettono fine alla resistenza del malvivente. Il tutto mentre la seconda agente continua a tenere sotto tiro gli altri due rapinatori all’interno della gioielleria.

Quattro arresti

Attimi davvero critici, rispetto ai quali il Ministero Pubblico oggi ha fornito nuovi dettagli. I quattro malviventi sono stati tutti arrestati: si tratta di un 46enne e di un 34enne, sedicenti cittadini croati residenti in Croazia, nonché di un 48enne e di un 34enne sedicenti cittadini serbi residenti in Serbia. Fra le principali ipotesi di reato la rapina aggravata, l’esposizione a pericolo della vita altrui, la violenza e la minaccia contro funzionari. Le perquisizioni effettuate sui quattro hanno permesso di rinvenire due pistole (entrambe cariche). Parallelamente il Ministero pubblico fa anche sapere di aver avviato degli accertamenti per chiarire la sussistenza di eventuali fattispecie penali in relazione all'utilizzo dell'arma di servizio da parte di un agente della Polizia Città di Lugano. Queste ultime verifiche sono coordinate dal Procuratore generale Andrea Pagani.

La Polizia: "Nessuna sicura sulle pistole"

Da noi contattata il comando della polizia di Lugano ha infine fatto alcune precisazioni importanti in merito al colpo esploso dall’agente durante la colluttazione. Il modello di arma in dotazione alla Polizia città di Lugano è una SIG P320 Carry. Si tratta di una pistola che non prevede la presenza di una sicura da inserire o togliere. In ogni arma di ordinanza il colpo è dunque in canna. L’arma è stata estratta prima della colluttazione per intimare ai rapinatori di abbassare le proprie pistole cariche. L’agente ha rischiato la propria vita per assicurare alla giustizia dei pericolosi rapinatori.

Valenzano: "Un colpo pianificato bene"

Da noi intervistata, Karin Valenzano Rossi, capodicastero sicurezza e spazi urbani, ha spiegato che l'orario scelto dal colpo non è casuale. "Potrebbe sembrare, ma in realtà è stato pensato bene perché è un momento con un potenziale alto rischio. Sarà l'inchiesta a chiarire questo ed altri aspetti".