
L’Italia dice sì ai body scanner negli aeroporti. Insomma dopo il tentato attentato sul volo Amsterdam-Detroit del 25 dicembre ora i viaggiatori diretti negli Stati Uniti dovranno mostrarsi nudi prima di salire in aereo. Secondo il ministro dell’Interno Roberto Maroni "le obiezioni sulla privacy contro questi nuovi strumenti di sicurezza possono essere superate con scanner poco invasivi della figura del corpo del passeggero, che appare opacizzato all’operatore, ma è in grado di rilevare qualunque anomalia, come la presenza di un sacchetto o di un oggetto”. Se la Svizzera, per voce del consigliere federale Ueli Maurer, dice invece no ai body scanner, da oggi negli aeroporti di Ginevra e Zurigo entrano in vigore nuove misure in materia di sicurezza sulla base delle direttive degli Stati Uniti. Lugano Airport non è toccato direttamente da questi nuovi controlli, ci dice il suo presidente Emilio Bianchi. Che però osserva: “Quello che facciamo ad Agno è preparare i passeggeri in volo per gli USA. Diciamo loro di mettere il più possibile indumenti nel bagaglio stiva. O ancora di avere meno bagaglio a mano possibile. Inoltre è importante non avere oggetti o sostanze che non possono passare ai controlli”. E per quanto riguarda i body scanner, Bianchi ci dice che se Berna dice no a questa misura di sicurezza, ritenuta invece accettabile dall’Ufficio federale dell'aviazione civile, “allora abbiamo un problema”. “La Svizzera, infatti, a livello aeronautico è al 100% nella comunità europea e sarebbe critico se Berna si opponesse ai body scanner”. “Temo che i body scanner arriveranno anche da noi. Questi strumenti permettono un controllo più rapido dei passeggeri ed evitano le perquisizioni corporali”, termina il presidente di Lugano Airport. "I body scanner comportano un'intrusione nella sfera intima"L'incaricato federale alla protezione dei dati ha dubbi sull'impiego di body scanner. Gli apparecchi "full body scanner" attualmente disponibili comportano una intrusione nella sfera intima, ha affermato Kosmas Tsiraktsopoulos, il suo capo portavoce. E' comunque in discussione anche una nuova generazione di apparecchi, dove si dovrebbe vedere solo il profilo della persona controllata. "Ciò può andare", ha aggiunto Tsiraktsopoulos oggi, confermando un articolo apparso sulla "Basler Zeitung". In una fase intermedia sono accettabili anche "soluzioni transitorie". Per esempio che solo le donne possono osservare i body scanner delle passeggere e lo stesso dicasi per gli uomini. Oppure che il controllo sia automatico e sia visionato solo in caso di sospetto. Tsiraktsopoulos ritiene poi "increscioso" che in seguito ad un cattivo coordinamento dei dati nel caso dell'attentatore di Detroit adesso si adottino misure che non servono a correggere l'errore: è come se quando si rompono i freni dell'auto, invece di cambiarli si introducono misure di sicurezza più severe nelle autostrade. Anche il collega tedesco ha messo in guardia contro l'introduzione affrettata di questi apparecchi. "Non ho ancora visto un macchinario che protegga i diritti alla personalità" ha affermato Peter Schaar alla "Frankfurter Rundschau".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

