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Politica
Temi condivisi e sogni al Governo, fronte unito a sinistra?
Alleanza sì, alleanza no, proseguono gli scambi tra UDC e Lega. Sorniona la sinistra che inizia a guardare con interesse lo scontro a destra. Sirica appoggia un fronte progressista unito a sinistra in vista della elezioni cantonali. Verdi e MPS guardano ai temi, ma sono possibilisti. Più cauti comunisti e Più Donne.

«Io ho un sogno, ‘i have a dream’. È quello quasi da elettore: vedere un fronte progressista -che va dal centro-sinistra all’estrema sinistra- che si metta insieme». Così il co-presidente del Partito Socialista Fabrizio Sirica apre ad un possibile fronte unito a sinistra in vista delle Elezioni cantonali. D’altronde è primavera. È tempo di fare l’orto. Iniziano a spuntare i primi germogli. Molte piante collaborano per crescere meglio. Lo fanno il basilico, verde, e i pomodori, rossi. In botanica si chiama consociazione, in politica si chiama alleanza.

«Non puntiamo apertamente al secondo seggio, ma...»

Sirica lo ha ribadito ieri a Matrioska intervenuto nel mezzo delle discussioni tra Lega e UDC. Dall’ipotesi del pentapartito in Governo, l’area di sinistra può puntare al secondo seggio? «Non puntiamo apertamente al raddoppio, ma perché non essere lì? Perché non provare a puntare sui temi? E chissà cosa succede», dice Sirica. «Le cose devono essere predisposte e questa è l’unica possibilità: avere una lista più ampia possibile di area progressista per il Consiglio di Stato. Voglio che non si guardi al singolo pezzo del puzzle o alla singola persona, ma voglio che si guardi all’insieme. Su tutte le questioni fondamentali: dal preventivo, alle riforme fiscali, all’ultima questione dei pazienti, noi siamo insieme».

E i Verdi e l'MPS...

Ed è sui temi che il fronte progressista vuole mettere l’accento, come ci dice Samantha Bourgoin deputata dei Verdi: «Noi Verdi siamo abituati a lavorare sui temi ed è sui temi che creiamo le alleanze, come nel caso del salario minimo. Sarebbe una responsabilità provarci. Detto questo, sui temi lavoriamo assieme tutti i giorni. In parlamento già le forze si sommano. Ragionevolmente bisogna provarci e capire se il tutto porterà a buoni frutti». Buoni frutti, quelli dell’orto, per l’appunto. Possibilista anche il gran consigliere dell’MpS Matteo Pronzini a patto che si cambi qualcosa: »Noi abbiamo lanciato un appello che ha raccolto 250 firme di compagni di sinistra che chiede di cambiare marcia, dare un altro taglio alla nostra politica. Dobbiamo difenderci dagli attacchi. In quest’ottica siamo anche disponibili a parlare con i Verdi e con il Partito Socialista anche con una prospettiva unitaria verso le Elezioni che coinvolge il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio«.

PC e Più Donne cauti

Per l’Mps dialogo aperto con Verdi e PS. All’appello manca il Partito Comunista. Da noi raggiunto il deputato Massimiliano Ay nutre dubbi: «Il PC è scettico perché i metodi e le posizioni assunte negli ultimi 4 anni divergono con alcuni esponenti». Cauto anche Più Donne. La deputata Tamara Merlo «Non escludiamo nulla. Il nostro scopo», però «è la parità e avere più donne in politica. Noi in parlamento ci sediamo al centro: non siamo schierate né a destra, né a sinistra.» Percentuali alla mano, in Governo dunque il raddoppio, ad oggi, è più fantapolitica. In attesa di una decisione di Marina Carobbio, in casa ecologista rispunta un nome. «Greta Gysin può giocarsi le sue carte in Consiglio di Stato? Greta Gysin è una brava calciatrice, potrebbe anche far gol», risponde Samantha Bourgoin. Gol, far parte della partita, la metafora del calcio prende forma, come quella dell’orto. Parlare di alleanza oggi, forse è acerbo.