
Per contrastare la diffusione del coronavirus il Consiglio federale ha suggerito caldamente il telelavoro. Ma lavorare da casa implica anche dei costi. “E chi paga?”.
“Nel nostro Paese il telelavoro non risulta sufficientemente normato, creando di conseguenza situazioni problematiche per quanto riguarda i diritti dei lavoratori”, spiegano Massimiliano Ay e Lea Ferrari (Partito Comunista) in un’interrogazione. “A tal proposito è già intervenuto anche il Tribunale federale con una sentenza in cui si riconosce che l’infrastruttura per il lavoro da casa è necessaria per l’esercizio della professione ed è quindi soggetta a rimborso ai sensi dell’art. 327a del Codice delle Obbligazioni”, aggiungono.
Domande al Consiglio di Stato
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