
Per alcuni sono feste che si vorrebbero evitare, che se non ci fossero sarebbe meglio. Natale e Capodanno sono passati, ma non per tutti sono stati giorni di serenità. Il numero del Telefono amico durante quest’ultima settimana ha squillato con più regolarità. In particolare la Vigilia di Natale e quella di Capodanno, due date che tradizionalmente sono sinonimo di festa, ma che per alcuni diventano un momento di tristezza. “Nel periodo natalizio c’è un aumento delle chiamate, ma è anche legato al fatto che tutti servizi sociali sono in vacanza, mentre il Telefono amico è sempre presente 365 giorni all’anno 24 ore al giorno”, ci spiega Cesare Chiericati, presidente di Telefono amico. Sono state quasi 12mila le chiamate all’associazione nel 2008, la maggior parte di donne “anche se gli uomini sono in aumento. La fascia d’eta? Tra i 30 e i 50 anni. Questo non significa però che non abbiamo chiamate da parte di giovani o di persone anziane, ma sono una minoranza”, ci dice Luisa Reggiani, responsabile formazione dei volontari di Telefono amico. “Sappiamo che c’è un disagio maggiore durante le feste per le persone che vivono da sole o che hanno relazioni familiari o di coppia disturbate”, tiene a precisare Reggiani. In questi casi il Telefono amico è importante perché, come lo definisce Reggiani, è “un pronto soccorso dell’anima”, dove la persona che si sente sola ha la possibilità di parlare con qualcuno o semplicemente di sfogarsi. Anche se è un po’ prematuro redigere un bilancio del Telefono amico per l'anno appena trascorso, pare che le prime cifre indicano che le chiamate nel 2008 seguano il trend degli anni passati. Insomma, c'è sempre qualcuno che ha bisogno di aiuto, ma anche chi è pronto a tendere una mano.
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