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Ticino
Telefono amico, quasi 50 anni di attività
Redazione
5 anni fa
Nel 2020 sono stati ben 12’000 i colloqui d’aiuto in Ticino, su quasi 198’000 a livello nazionale. La responsabile, Claudia Cattaneo: “Positivo vedere che il servizio rimane attuale, il problema più diffuso è la solitudine”

Nel 2020 il Telefono amico ha risposto a oltre 12’000 richieste di aiuto in Ticino, che diventano quasi 198’000 a livello nazionale, segno dell’importanza dell’associazione per i cittadini. Solitudine, rapporti famigliari, disturbi psichici ma non solo: la nostra società è confrontata continuamente con queste difficoltà, troppe volte sottovalutate anche da chi ci è vicino. Teleticino ha incontrato Claudia Cattaneo, responsabile del servizio, alla passeggiata lungo il fiume Cassarate di Viganello. Un luogo pubblico scelto appositamente per mantenere l’anonimato della sede.

Un’associazione nata a Chiasso
Sono quasi 50 anni che operate a stretto contatto con la popolazione in difficoltà. Può raccontarci cosa avete fatto in questi anni? “Il Telefono amico nasce a Chiasso tramite un gruppo di amici volenterosi e con la voglia di ascoltare il prossimo e le richieste di quel momento. Era una società ovviamente diversa da oggi e che poneva difficoltà anch’esse diverse. L’associazione conta 31 aderenti, tra volontari e non, e porta avanti un discorso che negli anni a venire si è trasformato in qualcosa di più grande, legandosi a Telefono amico Svizzera”.

Un nuovo strumento mirato ai giovani
Il Telefono amico negli anni è cresciuta e si è interfacciata con altre associazioni d’aiuto a livello svizzero, aggiornandosi anche a livello tecnologico: è stato infatti creato, accanto al tradizionale servizio telefonico, un servizio di consulenza via chat. “Ci sono dei volontari che se ne occupano e che sono indirizzati ai bisogni dei giovani”, spiega Claudia Cattaneo, “si tratta di tematiche diverse più improntate sulle relazioni, sia famigliari che in generale, oltre che alla speranza verso il futuro”.

Che anno è stato il 2020?
Il 2020 ha messo in difficoltà l’intera società, c’è stato un incremento delle richieste d’aiuto rispetto agli anni precedenti? “Sono più di 15’000 le chiamate, di cui 12’000 circa si sono sviluppate in un vero colloquio d’aiuto”, risponde la responsabile, “direi che siamo nel trend di sempre ma bisogna sottolineare che di virus se n’è parlato per mesi e mesi. Si può dire che è un servizio che mantiene i numeri negli anni: non c’è una diminuzione e per noi è un ottimo segno perché vuol dire che è un servizio ancora molto attuale”.

Chi sono le persone che chiamano?
Quali sono le caratteristiche delle persone che chiamano il Telefono amico? “Sono persone qualunque, che abitano sul territorio, donne e uomini, giovani e meno giovani. Sono persone che si trovano in difficoltà e il compito principale di Telefono amico è aiutarle ad uscirne”. Qual è la principale difficoltà riscontrata da queste persone? “Essere soli in un problema, la solitudine è un po’ il ‘cappello’ di tutto. Poi si può discutere del quotidiano, relazioni famigliari o di coppia, il lavoro... ogni volta che si risponde al telefono ci sarà un tema nuovo con una persona nuova che propone. Questa è la sorpresa del volontario che non sa a cosa andrà incontro, ma che però è preparato a ogni tematica”.

Ogni telefonata è diversa
“Le telefonate possono partire con dei silenzi, con dei pianti, con delle urla oppure in maniera normale”, racconta Claudia Cattaneo, “il dialogo è una costruzione, bisogna andare a capire che emozioni stanno dietro al problema esposto. Poi quando si arriva a parlare del vero problema, di qualsiasi natura sia, lì comincia il vero e proprio colloquio d’aiuto”.

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