
Le telefonate commerciali indesiderate continuano a essere una delle principali fonti di irritazione per i consumatori svizzeri. Nonostante strumenti di protezione come l’asterisco negli elenchi telefonici e i filtri anti-spam degli operatori, il fenomeno non è stato del tutto eliminato.
Il caso
Un nostro lettore racconta di aver ricevuto circa trenta chiamate promozionali in due mesi, che ritiene riconducibili a Yallo, nonostante avesse più volte chiesto di non essere contattato. Il lettore si è rivolto anche a Swisscom, suo operatore telefonico, nel tentativo di bloccare le chiamate. Queste, tuttavia, provengono ogni volta da numeri svizzeri differenti, rendendo di fatto inefficace il blocco dei singoli numeri. Il numero del nostro interlocutore è inoltre contrassegnato con l’asterisco negli elenchi telefonici. Per legge, dunque, il numero dovrebbe essere escluso dalle chiamate pubblicitarie. «Ritengo che l'insistenza di queste telefonate sia eccessiva e, dal mio punto di vista, arrivi ad assumere caratteristiche assimilabili a una forma di molestia telefonica». Per esasperazione, il cittadino ha dunque presentato una segnalazione alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) per chiamate pubblicitarie indesiderate.
La versione di Yallo
Yallo sostiene però una versione diversa: secondo l’operatore, il numero sarebbe stato contattato una sola volta negli ultimi sei mesi e, dopo la richiesta di non essere più chiamato, sarebbe stato inserito nella lista interna di blocco. Secondo Yallo le altre telefonate potrebbero quindi provenire da «società di marketing«, «rivenditori indipendenti» o soggetti che utilizzano abusivamente il nome di aziende note. Un’altra possibilità è lo spoofing, cioè la falsificazione del numero mostrato sul telefono.
Cosa dice la legge
La legge svizzera contro la concorrenza sleale vieta, in linea generale, le telefonate pubblicitarie verso numeri contrassegnati dall’asterisco, salvo alcune eccezioni, ad esempio per clienti già acquisiti. Tuttavia, far rispettare queste norme può essere difficile. «Alcuni call center operano dall’estero e ignorano la normativa svizzera», spiega Ivan Campari, caporedattore di InfoConsumi, un servizio dell'Associazione dei consumatori della Svizzera italiana che segue da vicino casi di questo tipo. «In altri casi le aziende sostengono di poter contattare gli utenti perché questi hanno fornito il consenso al trattamento dei dati».
Il ruolo della SECO
La SECO è l’autorità alla quale i cittadini possono segnalare le chiamate pubblicitarie indesiderate. Quando sono presenti i necessari presupposti giuridici, può presentare una denuncia penale alla Procura. Per questo è importante conservare e documentare le chiamate ricevute. La SECO sottolinea tuttavia che individuare i responsabili non è sempre semplice. «Gli autori e il luogo in cui vengono compiuti i fatti sono spesso sconosciuti o situati all’estero», spiegano da Berna, rendendo «più difficile un’azione penale efficace ed efficiente».
La SECO ricorda di aver già avviato diversi procedimenti penali contro aziende di telemarketing. Tra i casi citati figura il caso relativo a chiamate pubblicitarie per integratori alimentari (DTF 149 IV 1) e una sentenza del Tribunale distrettuale di Rheinfelden del 10 novembre 2022, relativa a cartucce per stampanti. Gli autori del reato, operanti dalla Svizzera, sono stati condannati per violazioni dell’art. 3 cpv.1 lett. U della legge federale sulla concorrenza sleale.
«La legge c’è, ma farla rispettare è difficile»
Per Ivan Campari, il vero problema resta l’applicazione concreta della legge. «Sul piano teorico gli strumenti giuridici esistono. Nella pratica, però, per un consumatore intraprendere un’azione legale richiede tempo, denaro e impegno. Per questo continuiamo a chiedere un rafforzamento degli strumenti di tutela collettiva, le cosiddette 'class action'». La segnalazione alla SECO, precisa inoltre Campari, «è utile soprattutto per far emergere un fenomeno collettivo», ma «non è uno strumento che risolve il singolo caso». Per chi continua a ricevere telefonate insistenti nonostante le richieste di cessazione, la denuncia alla polizia può quindi rappresentare una strada più efficace sul piano individuale.
Sul piano pratico, Campari consiglia di attivare i filtri anti-spam messi a disposizione dal proprio operatore telefonico e di prestare attenzione ai consensi concessi per finalità di marketing. Quando possibile, tali consensi dovrebbero essere revocati. Se le chiamate provengono ripetutamente dalla stessa azienda, è inoltre consigliabile inviare una richiesta formale di cancellazione dei propri dati e di opposizione al loro utilizzo per scopi pubblicitari. Conservare le prove delle chiamate e delle richieste effettuate può essere utile in caso di ulteriori segnalazioni o di una denuncia.

