
L’episodio delle due educatrici di un asilo nido di Taverne finite in manette per presunti maltrattamenti sta facendo discutere parecchio. In particolare ci si preoccupa per la sicurezza delle strutture in cui vengono accuditi i più piccoli. Ieri sera ai microfoni di Teleticino Marco Galli, capo dell’Ufficio del sostegno a enti e attività per famiglia, ha annunciato che tra le misure che saranno analizzate per migliorare ancora la protezione dei più piccoli vi è anche la videosorveglianza. “È un tema che andremo ad approfondire, anche se pensiamo che la maggior sicurezza sia data dalla formazione e dalla fiducia”, ha detto.
85% del personale è formato
In Ticino, ha spiegato, vi sono 63 nidi e 30 centri extrascolastici, e il rilascio dell’autorizzazione è fatto con criteri severi legati alla formazione del personale, dei direttori e alle misure di sicurezza e organizzazione. Inoltre praticamente tutte le direttrici stanno seguendo un corso avanzato molto profilato soprattutto da questo punto di vista.
Settore molto migliorato
Il settore, ha spiegato Galli, è molto migliorato negli anni, “sta facendo passi da gigante”. “Chiaramente bisognerà continuare a lavorare sul tema della qualità e della sicurezza”, ha aggiunto. In questi giorni, comunque, l’Ufficio diretto da Galli è impegnato nel collaborare con la polizia e dare sostegno alle famiglie coinvolte. “Oggi (ieri, ndr) ne abbiamo sentite alcune per dare dei consigli”.
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