
Dal 1. settembre la fatturazione elettronica per il «tax free shopping» soppianterà quella cartacea, rendendo più semplice la procedura. Per ogni acquisto superiore ai 155 euro, effettuato da chi non è residente nell’Unione europea, da qualche mese non è più necessario compilare i moduli cartacei da presentare in dogana o in aeroporto per completare la pratica di rimborso dell’IVA. Il nuovo sistema ora è attivo parallelamente a quello tradizionale, secondo una fase di transizione che si concluderà al termine dell’estate, quando la digitalizzazione del «tax free shopping» sarà resa obbligatoria per i commercianti d’oltre confine. A quel punto non sarà più necessario anticipare al negozio il corrispettivo dell’imposta, ma si pagherà unicamente l’imponibile. «Tramite il nostro software, che mette in comunicazione i terminali dei negozi con il sistema dell’Agenzia delle dogane, la fattura è rintracciata nel sistema direttamente dalla guardie di finanza in base ai dati del viaggiatore.
Un processo, il nostro, in grado di rendere più snella tutta la pratica, generando in primis un beneficio per i consumatori» spiega al Corriere del Ticino Marco Trombetta, collaboratore della start up che ha sviluppato il software per l’adempimento della procedura burocratica. Addio dunque ai timbri doganali che da settembre saranno esclusivamente digitali, alle corse in aeroporto e alle fatturazioni da spedire per la restituzione dell’imposta sul valore aggiunto. Tutti contenti quindi? Non proprio. La novità crea infatti qualche malcontento tra coloro che stanno dall’altra parte della barricata: «Il mio timore è che in questo momento, stando al cambio e ai costi attuali, il nuovo sistema incentivi ancora di più gli acquisti esteri», osserva il rappresentante della DISTI, l’associazione dei grandi distributori ticinesi Enzo Lucibello.
A fargli eco, come riporta il quotidiano di Muzzano, è la presidente dell’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI) Evelyne Battaglia-Richi: «Tra gli svantaggi vi è il rischio di un calo nelle cifre d’affari per i negozianti ticinesi,con tutte le conseguenze del caso a livello finanziario. Ad ogni modo, spetta al consumatore decidere dove recarsi per i suoi acquisti».
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

