
"L'ordine di chiusura dell'esercizio pubblico mediante l'applicazione dei sigilli a tutto l'immobile appare un provvedimento eccessivamente incisivo. Questo per il fatto che si può ragionevolmente escludere, secondo il normale corso degli eventi, che eventuali servizi offerti da operatrici del sesso vengano consumati al ristorante."
È il parere dell'autorità cantonale in merito alla chiusura del Bar Nautilus di Taverne, avvenuta circa un mese fa su ordine del Municipio.
Il presidente del Consiglio di Stato ha quindi accolto in parte le richieste formulate in un ricorso dai proprietari del locale a luci rosse, concedendo l'effetto sospensivo finalizzato a levare i sigilli al bar, al locale che ospitava l'annesso club privé e all'appartamento del gestore. Restano per contro bloccate le camere al primo piano, in attesa che il Governo si pronunci sul merito delle contestazioni.
Lo scrive oggi il Corriere del Ticino, ricordando come il braccio di ferro tra le parti (proprietari del locale e Municipio di Taverne) sia ben lungi dall'essersi placato. Già all'indomani del blitz di Polizia che aveva portato alla chiusura del locale, i proprietari, patrocinati dall'avvocato Marco Garbani, avevano contestato il provvedimento municipale, chiedendone l'annullamento e lanciando accuse nei confronti del sindaco Tullio Crivelli. Accuse che lui aveva subito rispedito al mittente.
Si attendono ora le osservazioni sia da parte del Municipio, difeso dall'avvocato Attilio Rampini, sia da parte del sindaco.
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