
La Lega non è l'unico partito all'interno del quale si registrano divisioni sulla tassa sul sacco cantonale. A due giorni dalla votazione del 21 maggio, anche un rappresentante del PPD esce allo scoperto esprimendo la propria contrarietà all'oggetto sostenuto dal Consiglio di Stato e dal Gran Consiglio.
Si tratta dell'avvocato Gianluca Padlina, consigliere comunale popolare democratico a Mendrisio, il quale in un'opinione pubblicata sul Corriere del Ticino dice "no, grazie, all'ennesimo tentativo di mettere le mani nelle tasche dei cittadini."
Padlina evidenzia che "nell'opuscolo informativo giunto a tutti i fuochi il Consiglio di Stato afferma che nei 49 Comuni che già ora riscuotono una tassa sul sacco le modifiche saranno marginali e finanziariamente neutre".
Informazioni che, secondo il consigliere comunale PPD, sono "parziali e tendenziose, siccome celano la realtà delle cose, che è quella per cui qualora la tassa sul sacco cantonale dovesse essere approvata, nei Comuni nei quali una simile tassa è già prelevata, la stessa sarà aumentata."
Padlina fa l'esempio della sua Mendrisio, "che attualmente preleva una tassa sul sacco che per il rotolo da dieci sacchi dei rifiuti rossi da 35 litri ammonta a 8,50 franchi e che, qualora la tassa sul sacco cantonale dovesse essere approvata, aumenterebbe almeno a 12 franchi."
"Il tutto senza alcun vantaggio per la cittadinanza che si vedrà costretta a passare ulteriormente alla cassa, senza ottenere in contropartita alcuna prestazione supplementare" conclude Padlina, che invita quindi a lasciare ai Comuni il compito di decidere se e come introdurre la tassa sul sacco.
Da notare che Padlina non è l'unico rappresentante PPD contrario alla tassa: anche il consigliere comunale di Lugano Giovanni Albertini si è infatti già espresso contro la misura, al grido di "basta speculare sui cittadini!"
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