
Tassa cantonale sul sacco: la Lega lancerà un referendum. La sua decisione Attilio Bignasca l’aveva già presa martedì, pochi minuti dopo il via libera del Gran Consiglio al "fetido balzello". Ma, cautamente, aveva dichiarato “riunirò i colonnelli sul tema”.
Il gruppo leghista in Parlamento, ricordiamo, in aula si era dapprima schierato contro il proprio consigliere di Stato. Poi, quando era stato chiaro che a spuntarla sarebbero stati i favorevoli, aveva scelto di astenersi. Infine il dilemma: perché lanciare un referendum su un tema così caro in quel di Via Monte Boglia significava, al contempo, sconfessare le decisioni di Claudio Zali.
Oggi Attilio e Boris Bignasca hanno saltato il fosso: sarà referendum. E la decisione pare sia tutta loro. Stando ai rumors ben pochi colonnelli sarebbero favorevoli a lanciarsi in questo Kramer contro Kramer atto secondo. Si dice che a spingere verso lo strappo con il Dipartimento del Territorio sia stato più che altro Lugano e il gruppo in consiglio comunale. Non i municipali. La stessa Lugano che nel corso del dibattito parlamentare Zali aveva definito “il piccolo villaggio gallico in riva al Ceresio”. Quello che, aggiungiamo noi, resiste sempre e ancora alla tassa sul sacco.
Gli stessi ben informati raccontano anche che i formulari per sottoscrivere il referendum giravano tra i consiglieri comunali già ieri sera. Vedremo se a spuntarla sarà la Lega di Governo o quella di opposizione.
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