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Ticino
Tassa sul sacco, "non si tratta di un nuovo balzello"
Tassa sul sacco, "non si tratta di un nuovo balzello"
Tassa sul sacco, "non si tratta di un nuovo balzello"
Redazione
9 anni fa
Così la maggioranza del gruppo Lega in GC, che si schiera contro la base del partito che aveva lanciato il referendum

"Il 21 maggio voteremo sull’introduzione della tassa cantonale sul sacco. Siamo tutti d’accordo sul fatto che, soprattutto in questo momento di difficoltà finanziarie per molti Ticinesi, ulteriori tasse per i cittadini non sono opportune. In questo caso però, non si introduce una nuova tassa e non si aggiungono ulteriori costi, ma anzi questi ultimi si ridurranno globalmente, a beneficio dei cittadini. Per questo motivo siamo convinti che occorre votare sì, sia perché si sgravano le famiglie sui costi di smaltimento dei rifiuti, sia perché si potrà finalmente rispettare il principio di causalità sancito dalla legge federale": si esprime così, sulle pagine de Il Mattino della domenica, la maggioranza del gruppo Lega in Gran Consiglio, schirandosi di fatto a favore della tassa sul sacco e contro la base del partito, che aveva proprio lanciato il referendum sul tema.

I favorevoli all'interno del Gruppo parlamentare sono Fabio Badasci, Omar Balli, Silvano Bergonzoli, Bruno Buzzini, Daniele Caverzasio, Michele Foletti, Michele Guerra, Lelia Guscio, Ivano Lurati, Mauro Minotti, Patrizia Ramsauer, Massimiliano Robbiani, Amanda Rueckert, Giancarlo Seitz e Andrea Zanini.

A loro avviso vi saranno minori costi per i cittadini ("Ognuno paga solo per lo smaltimento dei propri rifiuti in maniera proporzionale a quanti ne produce"), rispetto della legalità ("Il principio di causalità non è una novità. Oltre a essere sancito nella legge federale per la protezione dell’ambiente, lo troviamo applicato nella gestione comunale in diversi ambiti: fornitura d’acqua, eliminazione delle acque luride e consumi di elettricità. In tutti questi settori, i cittadini pagano solamente per quello che consumano"), responsabilità individuale ("Pagando con le imposte non vi è alcun incentivo a voler ridurre la produzione di rifiuti, né tantomeno ad aumentare le raccolte separate").

Inoltre, sottolinea la maggior parte del gruppo parlamentare leghista, così pagheranno tutti, anche i frontalieri: "Senza sacchi ufficiali, chiunque depone un sacco nero dei rifiuti in un cassonetto, lo fa addebitando i costi di smaltimento ai contribuenti che li pagano con le imposte o tramite una tassa base. Ecco perché, ad esempio, a Lugano oggi i frontalieri non pagano per lo smaltimento dei rifiuti. Con i sacchi ufficiali invece, chiunque produrrà rifiuti nel territorio della città, pagherà (tramite il costo dei sacchi ufficiali) per lo smaltimento dei rifiuti prodotti. I costi verranno quindi suddivisi in maniera più equa fra tutti, con un importante sgravio per i contribuenti luganesi".

Infine, secondo i gran consiglieri, verranno anche creati posti di lavoro: "Grazie all’introduzione del sacco e all’incentivo a separare maggiormente i rifiuti, il previsto aumento delle raccolte separate gioverà anche all’economia ticinese, favorendo le imprese del settore. Con l’aumento previsto grazie all’introduzione dei sacchi ufficiali, si stima che verranno creati circa 30 nuovi posti di lavoro in Ticino. Una ragione in più per sostenere questa modifica di legge".

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