
Torna d'attualità il tema della tassa cantonale sul sacco. Ieri vi è stato un dibattito in tal senso in seno alla Commissione della legislazione e sul tema si è espresso pure Mister prezzi, secondo cui andrebbe lasciata ai Comuni il compito di definire la tassa sul sacco in base alle proprie esigenze.
"Riteniamo che la soluzione più pragmatica sia quella di lasciare alle entità comunali del Canton Ticino la competenza di definire la tassa base in funzione delle proprie esigenze e specificità", ha detto il sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans.
Come riferito dai principali media cartacei, Meierhans ha inviato una lettera anche al Dipartimento del territorio, invitando chiaramente a stralciare dal relativo progetto di legge il capoverso che prevede un ammontare unico della tassa base per tutte le economie domestiche.
Mister prezzi chiede di operare una distinzione tra i diversi tipi di economie domestiche al fine di assicurare il rispetto dei principi di causalità. "Nessuna obiezione in proposito", ha scritto ai commissari il consigliere di Stato Claudio Zali. Approvata dunque la modifica richiesta da Mister prezzi, come già accaduto accogliendo i ricorsi contro il regolamento sui rifiuti di Lugano.
La modifica proposta da Meierhans verrà recepita nel rapporto di Giorgio Galusero (PLR). Il presidente commissionale Maurizio Agustoni (PPD) non ha però escluso che il proprio partito possa stilare un secondo rapporto: "Le indicazioni di Mister prezzi sulla tassa base, e quindi sull'autonomia comunale, dovrebbero valere anche per la fissazione del prezzo della tassa sul sacco. Il tutto permettendo al Governo di intervenire in caso di tariffe palesemente contrarie al diritto federale", ha ribadito al Corriere del Ticino.
"Personalmente sono contrario all'introduzione di una tassa sui rifiuti che va a incidere troppo sui ceti medio-bassi - ha commentato a La Regione il deputato leghista Boris Bignasca. La Lega dei Ticinesi si è sempre opposta all'introduzione della tassa, questo nonostante a capo del Dipartimento del territorio vi sia proprio un leghista.
"Discuteremo in gruppo alla ricerca di una posizione maggioritaria. Io continuo a sostenere che una tassa del genere non si giustifica: i veri produttori di rifiuti sono le aziende della grande distribuzione", ha concluso.
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