
All'indomani della notizia che il PLR sta valutando di ricorrere - tramite il suo ex presidente del Consiglio comunale Peter Rossi - contro la bocciatura da parte del Consiglio di Stato del regolamento sui rifiuti della Città di Lugano, oggi a parlare di ricorso è direttamente un municipale, il popolare democratico Angelo Jelmini.
In un'opinione pubblicata sul Corriere del Ticino, Jelmini sostiene che "il Municipio di Lugano ha il dovere di ricorrere" contro la decisione governativa.
Il municipale scrive che "l'Esecutivo cantonale non ha, come ci si poteva attendere da un'autorità di vigilanza, indicato i paletti minimi di un regolamento rispettoso, dal suo punto di vista, della legislazione federale e cantonale, in particolare il valore minimo di una tassa sul sacco incentivante e la percentuale massima di costi finanziabili con tasse forfettarie."
Secondo Jelmini, si tratta "di un'ingerenza immotivata e come tale arbitraria." A suo dire, infatti, "il compromesso sviluppato da Lugano sul modello del SaccoBello proposto dal PPD rispetta, pur in termini minimalisti, i dettami delle autorità federali."
Il municipale PPD ritiene quindi che, come previsto dalla Legge organica comunale, il Municipio di Lugano debba difendere la decisione del Legislativo ("frutto di una compromesso adottato a larga maggioranza") e presentare quindi un ricorso al Tribunale amministrativo cantonale. "È un atto dovuto nei confronti del proprio Consiglio comunale e dei propri cittadini" conclude Jelmini.
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