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Ticino
Tassa sul sacco, il PPD difende i comuni
Redazione
12 anni fa
Il partito ritiene "insostenibile" la scelta del Governo di non coinvolgerli sull'iniziativa parlamentare e chiede una consultazione

Nell'ambito della giornata extra-muros del gruppo parlamentare PPD, svoltasi lunedì 25 agosto presso le Isole di Brissago, il partito ha affrontato differenti temi di politica cantonale. Tra questi le discussioni sul messaggio sulla tassa sul sacco, sull'iniziativa "Per la modifica della legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare del 7 febbraio 1996" posta in votazione popolare il prossimo 28 settembre e sul preventivo 2015 hanno animato particolarmente il gruppo.

Per quanto riguarda l'iniziativa concernente la modifica della legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare, il gruppo PPD ha ribadito la sua chiara posizione contraria, poiché, la gran parte delle richieste dell’iniziativa sono già state attuate (sostegno pedagogico, generalizzazione delle direzioni, diritto d’acceso alla scuola dell’infanzia per i bambini di tre anni), mentre in merito alla diminuzione del numero di allievi per classe, oltre a non considerare la stessa finanziariamente sostenibile per rapporto ai benefici, il Gruppo PPD ritiene che occorra agire in modo mirato laddove vi sono reali problemi, segnatamente con l’introduzione di un docente d’appoggio che possa sostenere da vicino e in modo efficace gli allievi in difficoltà, così come già deciso dal Gran Consiglio, anziché prevedere una riduzione generalizzata.

Anche per quanto riguarda le mense scolastiche, attualmente buona parte delle scuole ticinesi offrono già questo servizio, che potrà essere ulteriormente potenziato coinvolgendo non solo i Comuni, ma anche le famiglie, le associazioni e altre realtà della società civile.

In merito al rapporto del Consiglio di Stato del 2 luglio 2014 sull'iniziativa parlamentare "per l'introduzione della tassa sul sacco cantonale" e il controprogetto proposto dal Governo, il gruppo ha constatato come nessun parere sia stato chiesto ai singoli Enti locali. Neppure l'associazione dei Comuni ticinesi e la piattaforma Cantone-Comuni sono state coinvolte. "Riteniamo insostenibile questa scelta", sottolinea il partito, "e ciò a più forte ragione se si prende atto del fatto che il suddetto messaggio promuove "nuove regole del gioco" togliendo ai Comuni una parte delle loro competenze".

Per queste ragioni il Gruppo PPD invita il Governo a promuovere una consultazione presso i Comuni, i quali potranno così rendere partecipe il Consiglio di Stato delle esperienze maturate negli anni in materia di smaltimento rifiuti. Il gruppo ritiene inolte che il contenuto del messaggio si scagli apertamente contro l'autonomia comunale: "Se poi il messaggio venisse applicato nella sua forma attuale, 50 Comuni ticinesi, che già conoscono la tassa sul sacco, si troverebbero senza alcuna base legale e sarebbero costretti ad adeguare i loro regolamenti comunali, senza neppure essere stati consultati e ciò genera totale disdegno dell’autonomia comunale".

Il partito tiene a sottolineare che "non si esprime né a favore né contro alla tassa sul sacco, ma pone la questione dell'autonomia comunale al centro".

Infine, riguardo al preventivo 2015 il gruppo PPD auspica che il Consiglio di Stato proponga quanto prima le misure più adeguate per contenere il deficit, che dovrà rimanere nel margine della modifica costituzionale adottata di recente dal Popolo e questo evitando di penalizzare le persone disagiate.

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