
"Il Municipio di Vernate, in accordo con l'Esecutivo di Caslano, ha deciso di ricorrere all'imposizione della tassa sul sacco al Tribunale federale".
Ad annunciarlo è il sindaco di Vernate e presidente del Comitato di coordinamento dei sindaci del Malcantone, Giovanni Cossi, sull'ultimo numero del periodico "Il Malcantone".
Cossi spiega che gli esecutivi di Vernate e Caslano "avevano segnalato alle autorità cantonali, in particolare al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio, come il sistema da loro adottato fosse il più corretto e meglio rispondeva alla sentenza del Tribunale federale, che aveva risolto sul principio "Chi consuma paga"."
Nei due Comuni, infatti, non si paga in base al numero di sacchi utilizzati, bensì in base al peso della spazzatura prodotta.
"Le autorità cantonali hanno fatto orecchie da mercante e nessuno si è degnato nemmeno di interpellare, per capire, i due esecutivi" prosegue Cossi. "Fra questi silenti anche tutti i rappresentanti malcantonesi in Gran Consiglio, personalmente mi comporterò di conseguenza..."
Cossi spiega in conclusione che i due esecutivi aveva richiesto "che la nuova legge fosse una l'ex Caslano-Vernate, per capirci, la nuova legge doveva escludere i Comuni di Caslano rispettivamente Vernate. Così non è stato per cui il ricorso al Tribunale federale è la sola via che ci resta per far valere le nostre ragioni."
Da notare però che la battaglia di Cossi contro l'oggetto approvato dal popolo ticinese lo scorso 21 maggio non è condivisa da tutti i suoi cittadini. In occasione della votazione popolare, infatti, se a Caslano la tassa sul sacco cantonale fu bocciata con il 51,69% di no, a Vernate essa fu approvata con il 60% di voti favorevoli.
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