
Il 1° agosto la tassa di collegamento dovrebbe divenire realtà, ma su essa pendono ancora i ricorsi che potrebbero bloccare l'effettiva entrata in vigore della nuova norma approvata dal popolo a giugno. Dovessero venire respinti i ricorsi, la tassa entrerebbe però in ogni caso in funzione dall'inizio di agosto, con effetto retroattivo. Le aziende e i centri commerciali, direttamente interessati dalla questione, hanno allora già approntato dei progetti per una prossima messa in funzione del provvedimento?
"Non abbiamo ancora deciso"Le risposte che si raccolgono in giro per il Ticino a dire il vero sono ancora alquanto vaghe e attendiste. "Non abbiamo ancora preso nessuna decisione, aspettiamo l’esito dei ricorsi - riferiscono da Privera, comproprietari del Centro Commerciale Serfontana - Vaglieremo alcune ipotesi, ma per il momento non rilasciamo comunicazioni in merito.” Risposte dello stesso tenore anche da vari centri commerciali e pure da alcune aziende, come la Zambon di Cadempino ("Stiamo analizzando la situazione") o la Valcambi di Balerna, per la quale "c'è ancora tempo per valutare, fino alla fine del mese."
"A pagare saranno clienti e dipendenti" L'ex presidente UDC Gabriele Pinoja, in qualità di broker assicurativo, è quotidianamente a contatto con numerose realtà commerciali e industriali del nostro territorio: "C'è malcontento - riferisce Pinoja - le aziende stanno seguendo con attenzione l'esito del ricorso. In tanti intendono la legge come una punizione verso chi è più grande, col solo fine di tirare dentro soldi per mettere a posto i conti del Governo. La gente è arrabbiata... ho questa impressione." Secondo il democentrista, i "negozi rischieranno di rigirare la tassa sulla clientela, magari eliminando la gratuità delle soste ridotte."
Di parere critico anche Fabio Regazzi, toccato dalla tassa visto che la sua azienda ha più di 50 parcheggi. Non inoltrerà ricorso, ma è in attesa di capire cosa succederà. "Nell’attuale contesto economico, caratterizzato da una forte concorrenza e da una pressione sui margini molto marcata, sarebbe stato preferibile non doverci confrontare anche con questa ulteriore difficoltà."
Le dichiarazioni rilasciate da Borelli ieri (vedi VIDEO) a TeleTicino, hanno stupito il consigliere nazionale Regazzi: "Le trovo sorprendenti e denotano che ha la coda di paglia... mi chiedo se dormisse prima della votazione poiché chiara era la posta in gioco. Le ditte devono purtroppo chiamare alla cassa i dipendenti. Se lo scopo della tassa era di poter migliorare il problema della mobilità, le aziende toccate devono coerentemente ribaltare la stessa sui propri dipendenti-automobilisti. Del resto se fosse l’azienda a pagare al loro posto evidentemente nessuno lascerebbe a casa la macchina…"
Per il presidente AITI si starebbero creando "situazioni paradossali e una serie di problemi che peraltro avevamo denunciato durante la campagna". Criticità condivise da Pinoja, pure dubbioso verso l'imposizione sul numero di parcheggi: "Non è giusto che solo le aziende con più di 50 parcheggi siano chiamate alla cassa."
OC
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