
L’apertura di Claudio Zali è arrivata a margine della conferenza stampa sulla mobilità di ieri. Al Corriere del Ticino, il direttore del DT ha avanzato la possibilità che la tassa di collegamento non sia retroattiva. Entrato in vigore il 1. agosto 2016, ma bloccato da una serie di ricorsi, il tributo è stato concepito per finanziare il trasporto pubblico. Diciotto milioni l’anno prelevati dalle aziende dai 50 posteggi in su, che a loro volta hanno chiesto preventivamente un contributo ai propri dipendenti.
Sono dunque gli impiegati, che per il momento hanno messo mano al portafoglio. Ammesso e non concesso che i ricorsi vengano respinti dal Tribunale federale e, come avanzato da Zali, senza retroattività, che fine farebbe il denaro pagato finora? "Dipende dagli accordi che i dipendenti hanno preso con i proprietari dei posteggi. Nella maggior parte dei casi, l'intesa era quella per cui il privato avrebbe proceduto ad incamerare l'importo della tassa, ma lo avrebbe trattenuto in attesa di conoscere l'esito delle procedure di ricorso al Tribunale federale. In caso di annullamento di questa tassa l'ipotesi è quella della restituzione", spiega l'avvocato Gianluca Padlina a TeleTicino.
Non è un mistero che Padlina, dirigente dell’Associazione Economia e Ambiente, auspichi che i giudici di Losanna accolgano i ricorsi, affossando così la tassa di collegamento. L’avvocato mendrisiense non è ovviamente il solo, dato che contro il tributo venne lanciato un referendum, bocciato dal popolo. Aggiungiamoci che l’ottobre scorso Gabriele Pinoja e Cleto Ferrari hanno presentato un’iniziativa parlamentare per abolire la tassa. Dulcis in fundo, ci sarebbe anche un problema nel calcolo dei posteggi. Alcune aziende si sono rivolte al Cantone per quantificare l’ammontare effettivo del tributo, senza però ottenere una risposta precisa.
"I problemi stanno nei dettagli. Questa normativa prevedeva delle eccezioni, ne segnalo una: la possibilità di escludere dal calcolo del tributo i posteggi non utilizzati. Da parte delle aziende e dei privati la questione è quella di sapere quale periodo è determinante. Deve tenere una contabilità giornaliera oppure si fa una media? Se decido di chiudere i posteggi e non dovrebbero contare per quanto tempo devono restare chiusi?", conclude Padlina.
Nuovi elementi che si aggiungono ad una storia di per sé già travagliata per cui da oltre due anni si attende una risposta.
Maggiori dettagli nel servizio del TG di TeleTicino delle 18.45
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