
La tassa di collegamento, che entrerà in vigore il 1. agosto, ha iniziato a mostrare una conseguenza negativa e inaspettata, e soprattutto in contrapposizione con quelli che erano gli obiettivi della norma, vale a dire incentivare la mobilità sostenibile.
Stando al Corriere del Ticino, nel Mendrisiotto, regione già impegnata da tempo su questo fronte, diverse ditte hanno deciso di interrompere i programmi di mobilità aziendale intrapresi finora e sono tornate a utilizzare tutti i posteggi a loro disposizione secondo le licenze edilizie. Stop al car pooling dunque, stop anche al car sharing o agli incentivi per il trasporto pubblico e stop alle navette o ai bus per il trasporto dei dipendenti.
Interpellato al riguardo, il responsabile del Dicastero economia a Mendrisio Marco Romano ha affermato che il motivo è semplice: "Se i dipendenti usano i posteggi, le aziende possono chiederne il pagamento e, così, a loro volta, potranno usare il ricavato per pagare la tassa". Dalla votazione, il numero di auto in circolazione nel Comune, che si è finora impegnato a favore dell'ambiente con un giro di vite ai posteggi abusivi e promuovendo i piani di mobilità aziendale, è in netto aumento.
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