
Non si sono fatte attendere le reazioni dopo la notizia del via libera alla tassa di collegamento dato dal Tribunale federale, che ha bocciato i ricorsi pendenti da oltre tre anni. Il primo partito a prendere posizione è l’UDC che in una nota stampa definisce il tempismo della decisione dei giudici losannesi degno di “un pesce d’aprile”. “L’UDC chiede che questa nuova imposizione sia immediatamente annullata e invita tutti i partiti a voler collaborare per eliminare senza indugio questo balzello. Non è pensabile e neppure concepibile che i cittadini ticinesi, già colpiti duramente dall’emergenza Coronavirus, debbano sobbarcarsi nuovi oneri finanziari”, si legge.
Anche il PPD si è già mosso inoltrando al Consiglio di Stato una mozione urgente che chiede di congelare l’applicazione della tassa. “Non è questo il momento di caricare i lavoratori e le aziende di imposte milionarie”, scrivono i popolari democratici. “Anzi, al Cantone si chiede di adottare qualsiasi misura che sia di sostegno alla difficile situazione in cui molti si troveranno e si troveranno per ancora diverso tempo. L’impressione, del resto, è che la tassa di collegamento non abbia avuto effetti apprezzabili per la mobilità per cui sarebbe un mero balzello; una sua abrogazione appare quindi verosimilmente inevitabile”.
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