
Ospite di TeleTicino, il presidente della DISTI, Enzo Lucibello, ha commentato la notizia dei 190 posti di lavoro persi da gennaio ad oggi nella grande distribuzione.
“La situazione è allarmante. I motivi sono molti. 190 posti di lavoro persi sono tantissimi. Non ci sono stati licenziamenti. Nella maggior parte dei casi non abbiamo rinnovato le cariche lasciate libere da chi è andato in pensione. In altri casi c’è stata una riduzione dei tempi di lavoro. Noi, come DISTI, vorremmo sensibilizzare il consumatore. Fare la spesa in Italia ha un costo sociale in Ticino.”
Le condizioni quadro sono un altro tema sollevato da Lucibello: “In questi giorni ci sono due questioni importanti. La votazione sugli orari d’apertura dei negozi e la tassa di collegamento. Come DISTI cerchiamo di sensibilizzare le persone. Ci sono negozi che il sabato alle 17:00 devono spingere fuori i clienti. Non possiamo permettercelo. Qui non si parla di orari di lavoro, ma proprio di orari di apertura dei negozi.”
C’è poi la tassa di collegamento…“Potrebbe svantaggiarci. E la posizione del Governo suona come un ricatto: “O paghi la tassa o scatta il freno al disavanzo”. Lo Stato dovrebbe fare di tutto per ridurre la spesa pubblica, ma invece lavora sulle entrate. Noi vogliamo ridurre il traffico, ma questa tassa non lo fa”.
Ricordiamo che domani i rappresentanti dell’economia incontreranno la commissione della gestione per discutere proprio della tassa di collegamento.
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