
Il Consiglio di Stato ha avviato una procedura di consultazione sulla modifica del decreto esecutivo che contiene i provvedimenti d’urgenza da adottare in caso d’inquinamento atmosferico acuto. Il pacchetto di misure elaborato dal Dipartimento del territorio intende dotare il Cantone di nuovi strumenti per affrontare situazioni di particolare scadimento della qualità dell’aria, in particolare nei mesi invernali.
La qualità dell’aria in Ticino – come evidenziato anche dal rapporto cantonale 2015, presentato nei giorni scorsi alla popolazione – è in lento ma costante miglioramento. I picchi di smog invernale ed estivo, tuttavia, si ripropongono con regolarità nel Sottoceneri, rendendo oggettivamente problematica la situazione del Mendrisiotto.
Il Consiglio di Stato, dopo avere preso visione delle proposte, ha deciso di proporre ora un’ampia consultazione fra i Comuni, gli Enti e tutte le associazioni ticinesi toccate dal fenomeno.
Come già comunicato negli scorsi giorni, le misure eccezionali si concentrano sul fenomeno dello smog invernale – e quindi sulla concentrazione atmosferica di polveri sottili PM10 – e contemplano cinque livelli di intervento, da mettere in atto unicamente nelle zone interessate dai picchi di inquinamento.
La revisione della legge introduce in particolare – al superamento per tre giorni consecutivi del valore soglia di 100 microgrammi per metro cubo di PM10 – un nuovo tipo di provvedimento (di quarto livello); la circolazione a targhe alterne, con alcune eccezioni, sulle strade cantonali e comunali della zona interessata dall’inquinamento, all’interno della quale saranno nel contempo resi gratuiti i biglietti per il trasporto pubblico verso tutte le destinazioni della Comunità tariffale Arcobaleno.
Il nuovo decreto esecutivo prevede accanto alle misure straordinarie anche una semplificazione – rispetto alla situazione attuale – della procedura per abrogarle; i provvedimenti decadranno infatti al cambiamento significativo delle condizioni atmosferiche, o al diminuire della concentrazione media giornaliera di PM10 al di sotto dei 75 microgrammi per metro cubo, anziché gli attuali 50.
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