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Tap: non c'è solo Tognacca
Tap: non c'è solo Tognacca
Tap: non c'è solo Tognacca
Redazione
9 anni fa
Dopo le rivelazioni sul bellinzonese, ora dito puntato contro Leuthard: "Non ha dimenticato gli amici di Egl"

Ci sono parecchi intrecci con la Svizzera nel progetto che sta scatenando feroci proteste in Puglia, il Tap (Trans Adriatic Pipeline), parte finale di un gasdotto lungo quasi quattromila chilometri che servirà a trasportare enormi quantità di metano dall'Azerbaigian all'Italia.

E non solo perché la società che ha ideato il progetto, la Egl Produzione Italia, è stata fondata e poi assorbita dalla svizzera Axpo, ai tempi nota come Egl.

L'Espresso ha rivelato l'altroieri che l'amministratore delegato di questa Egl Produzione Italia è un cittadino svizzero, il bellinzonese Raffaele Tognacca, già noto per essere stato candidato PLR al Consiglio di Stato e per essere stato coinvolto in un'indagine per riciclaggio di denaro nell'ambito di un traffico di almeno mezza tonnellata di cocaina importata dal Sudamerica. Tognacca respinge tutte le accuse e l'inchiesta non si è ancora conclusa, ma l'Espresso scrive tuttavia che "di certo mister Tap non disprezzava le valigie di denaro nero" (clicca qui).

Oggi Il Fatto Quotidiano si concentra invece su un'altra personalità elvetica che avrebbe un ruolo di primo piano nel Tap, la consigliera federale Doris Leuthard.

Il quotidiano diretto da Marco Travaglio sostiene che il giorno fondamentale per la realizzazione del Tap è stato il 14 novembre 2011, ovvero quando il presidente azero Ilham Alijev ricevette con tutti gli onori a Baku la nostra consigliera federale. La quale, guarda caso, aveva seduto nel consiglio di amministrazione della Egl per quattro anni, dal 2002 al 2006, proprio nel periodo in cui venne progettato il Tap. Poi Leuthard lasciò il settore dell'energia per darsi alla politica, grazie alla quale è diventata... ministra dell'energia.

E sarebbe proprio la visita a Baku della ministra dell'energia elvetica Doris Leuthard ad aver sbloccato il progetto. "Anche se ha lasciato dal 2006 la sua poltrona nel CdA, la ministra non ha dimenticato gli amici di Egl" scrive il Fatto. Non per niente si era recata in Azerbaigian in compagnia di Hans Schulz della Tap Ag, la società cui Axpo (ex Egl) aveva ceduto i diritti per la costruzione del gasdotto.

La visita, come detto, sortì il suo effetto, visto che in seguito il progetto del Tap venne ufficialmente scelto per il trasporto del gas in Europa.

Certo, non vi sono accuse concrete nei confronti della consigliera federale. Ma il Fatto sostiene che la sua carriera politica "è cresciuta parallelamente allo sviluppo del mega gasdotto".

"E mentre in Puglia la polizia carica i manifestanti che vogliono proteggere gli ulivi nella zona dove approderà il Tap, Berna non si è mai sentita così vicina a Baku" conclude il quotidiano italiano (clicca qui per leggere l'articolo).

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