
Dopo gli applausi della prima ondata pandemica, per gli infermieri nulla è cambiato. O almeno è quanto sostiene il comitato ticinese favorevole all’iniziativa “per cure infermieristiche forti”, al voto il prossimo 28 novembre. L’iniziativa intende cambiare le condizioni di lavoro del personale curante, che secondo i promotori non sarebbero più sostenibili. In particolare, la Confederazione dovrebbe assicurare un numero di infermieri sufficiente a coprire il fabbisogno crescente e paghe più alte.
“Gli applausi non bastano”
“Abbiamo ricevuto tanti applausi, ma passata la prima fase dell’emergenza il nostro servizio e le condizioni nelle quali lo svolgiamo sono finiti un po’ nel dimenticatoio”, denuncia Luzia Mariani, responsabile della campagna per il Ticino. Ad andarci di mezzo, secondo gli iniziativisti, potrebbero essere tutti coloro che necessitano di cure: “Per potere fornire delle buone cure alla popolazione, abbiamo bisogno di altre condizioni di lavoro e di più personale”.
“Rischiamo di restare senza infermieri”
I promotori lanciano l’allarme: la situazione nel settore delle cure, già difficile ora, potrebbe incrinarsi ulteriormente in futuro a causa dell’invecchiamento demografico. “Se non si cambia radicalmente entro i prossimi dieci anni, avremo la stessa situazione che avremmo avuto durante il lockdown se i Paesi vicini avessero precettato gli infermieri frontalieri che lavorano nelle nostre strutture”, avverte Franco Cavalli, co-presidente dell’Associazione “Iniziativa infermiere sì!”. “I pazienti non avranno più infermieri che si occupano di loro. L’unico modo per scongiurare questo scenario è offrire delle migliori condizioni di lavoro”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

