
Le direttive emanate dal Decs in vista della riapertura delle scuole non piacciono molto all’Mps. Soprattutto quella riguardante i sintomi: al primo raffreddore, tosse o mal di gola gli allievi e i docenti saranno mandati a casa.
“È una direttiva che avrà inevitabilmente delle conseguenze sull’organizzazione delle famiglie degli allievi e delle supplenze nelle scuole”, tona il Movimento.
Ma non solo. Nell’interpellanza inviata al Consiglio di Stato l’Mps cita anche la questione della quarantena di dieci giorni per tutta la classe se ci dovesse essere un positivo. “I ragazzi a casa avranno bisogno di essere accuditi (evitando contatti con le categorie a rischio come ad esempio i nonni) e i docenti di essere rimpiazzati” e, aggiungono, “le classi in quarantena dovranno in qualche modo poter continuare a seguire le lezioni e i corsi”.
Sostanzialmente, per l’Mps, non è sufficiente imparare a essere flessibili e a convivere con questo virus. “Ci sono però comunque alcune questioni che possono essere previste e preorganizzate; se poi nessuno si ammalerà e nessuna classe verrà messa in quarantena (cosa poco probabile) tanto meglio”. Ma di tutte queste questioni, sottolineano, “non c’è traccia nei documenti finora a disposizione; insomma, quella che sembra regnare è l’improvvisazione”.
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