
Era l'11 marzo 2007 quando il popolo ticinese bocciò a risicatissima maggioranza (50,8% di no) l'iniziativa popolare che chiedeva di ridurre il numero di firme necessarie per la riuscita di referendum e iniziative.
"Questo risultato probabilmente consentirà di riaprire in tempi non lontani il discorso” commentò ai tempi l'allora direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Luigi Pedrazzini.
E oggi, 14 luglio 2014, a riproporre il tema è il deputato di AreaLiberale Sergio Morisoli, che presenta un'iniziativa parlamentare per chiedere di facilitare l'esercizio dei diritti popolari a livello cantonale, soprattutto alla luce della crescente diffusione del voto per corrispondenza, che preclude la possibilità di raccogliere firme davanti ai seggi elettorali.
"In base a un confronto sul piano nazionale il Ticino è il Cantone che nel complesso pone i limiti più difficili per l’esercizio dei diritti popolari a livello cantonale, sia per il numero delle firme richieste per la riuscita di iniziative e referendum in rapporto al numero dei cittadini e sia per il tempo a disposizione per la raccolta" sostiene Morisoli. "Come se ciò non bastasse, le difficoltà per i cittadini desiderosi di esercitare questi loro diritti sono notevolmente aumentate a partire dal 2005 a seguito dell’introduzione del voto per corrispondenza per tutti i tipi di votazione ( a livello federale, cantonale e comunale) e per le elezioni federali, e peggioreranno sensibilmente in futuro a seguito della decisione adottata dal Gran Consiglio il 15 aprile 2013 di estendere il voto per corrispondenza anche alle elezioni cantonali (dal 2015) e comunali ( dal 2016) : decisione che un gruppo di deputati di vari partiti aveva cercato di osteggiare lanciando un referendum che però non era riuscito ( a conferma delle difficoltà di raccogliere un così gran numero di firme in così poco tempo quando non vi è la concomitanza con qualche votazione o elezione che obblighi i votanti a recarsi ai seggi elettorali)."
"E’ noto infatti che proprio in occasione di votazioni ed elezioni , quando ancora non v’era la possibilità di votare per corrispondenza, i promotori di iniziative e referendum bene organizzati potevano raccogliere sul piano cantonale anche fino a 6-7'000 firme in un solo fine settimana grazie alle bancarelle posate all’entrata degli uffici di voto dei principali Comuni" prosegue il granconsigliere. "In futuro questa possibilità – che dal 2005 era comunque già limitata - non esisterà più dal momento che all’incirca il 90% dei votanti vota ormai per corrispondenza. E per la democrazia diretta in Ticino ciò rappresenta un grosso problema, visto che ormai solo i sindacati, le grosse associazioni cantonali e due o tre grossi partiti dispongono delle risorse umane e finanziarie necessarie per esercitare con successo quei diritti che dovrebbero invece essere accessibili senza sforzi disumani e costi proibitivi a tutti i cittadini."
Morisoli propone quindi di modificare la Costituzione cantonale nel senso di ridurre il numero delle firme necessarie per la riuscita di iniziative e referendum e aumentare nel contempo il tempo a disposizione per la raccolta delle firme, in misura tale da avvicinarsi ( senza tuttavia raggiungerla) alla media nazionale.
Onde facilitare la ricerca di un compromesso che consenta di facilitare la ricerca di una soluzione e accelerare l’iter, Morisoli evita in questa sede di formulare una proposta elaborata.
Ma suggerisce comunque di prendere come riferimento i limiti già proposti dall’iniziativa popolare “Più potere al popolo con diritti popolari agevolati” ( che nel 2007 in sede di votazione popolare erano stati sostenuti da tutti i partiti tranne il PLR ed il PPD) e di modificarli leggermente in senso peggiorativo (nel senso qui sotto indicato) , in modo da giustificare ulteriormente la ripresentazione di una proposta atta a rendere meno proibitivo l’esercizio dei diritti popolari e da favorire un’approvazione popolare.
Qui di seguito le proposte di Sergio Morisoli.
Iniziative costituzionali
Situazione attuale : 10'000 firme in 2 mesi ( = 4,7 % degli aventi diritto di voto)
Proposta 2007 : 5'500 firme in 6 mesi ( = 2,6% degli aventi diritto di voto)
Suggerimento 2014 : 6'000 firme in 5 mesi ( = 2,8% degli aventi diritto di voto)
Media nazionale : 2,1% degli aventi diritto di voto in 11 mesi
Iniziative legislative
Situazione attuale : 7'000 firme in 2 mesi ( = 3,3% degli aventi diritto di voto)
Proposta 2007 : 4'500 firme in 6 mesi ( = 2,1% degli aventi diritto di voto)
Suggerimento 2014 : 5'000 firme in 4 mesi ( = 2,3% degli aventi diritto di voto)
Media nazionale : 1,9% degli aventi diritto di voto in 11 mesi
Referendum
Situazione attuale : 7'000 firme in 45 giorni ( = 3,3% degli aventi diritto di voto)
Proposta 2007 : 4'000 firme in 60 giorni ( = 1,9% degli aventi diritto di voto)
Suggerimento 2014 : 4'500 firme in 50 giorni ( = 2,1% degli aventi diritto di voto)
Media nazionale : 1,5% degli aventi diritto di voto in 63 giorni
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